Sicurezza
«Promozione, io non ci credo più»
Barbetti attacca i colleghi per i mancati finanziamenti alla gestione associata
CAPOLIVERI. «Il turismo non è più il core business dell’Isola d’Elba». Il sindaco di Capoliveri Ruggero Barbetti lo dice esplicitamente, «stanco – sostiene – di chiamare continuamente a rapporto i miei colleghi, che continuano, davvero inspiegabilmente, a latitare di fronte alla presa di responsabilità della gestione associata per la promozione del turismo».
Il riferimento di Barbetti è al mancato decollo della gestione associata, ancora in attesa dei finanziamenti per spiccare il volo. «Se il turismo interessasse veramente i Comuni farebbero di tutto per sostenere l’unica realtà messa in campo dopo la scelta della Regione di chiudere le Apt locali, senza costruire realtà satelliti a Toscana Promozione».
Barbetti dice di non capire il perché, dopo aver discusso, accettato e deliberato nei vari Consigli comunali la costituzione della gestione associata, «eccezione fatta per Capoliveri, Portoferraio e Rio Marina – spiega – gli altri cinque Comuni stentino a mettere a disposizione le risorse economiche pattuite, dando così finalmente modo a Fabrizio Niccolai, riconosciuto professionista, di poter lavorare per aiutarci a gestire questa congiuntura storica così difficile. Difficile sia per la crisi economica che attanaglia il comparto turistico, sia perché mentre si è voluto concentrare a Firenze l’architettura isituzionale che progetta e diffonde i flussi turistici, i territori locali sono stati lasciati alla pura autodeterminazione».
Barbetti esprime la sua preoccupazione nonostante i 50mila euro di contributo già trasmessi dalla Regione così come gli 80mila euro che stanno per arrivare dalla Provincia di Livorno e ancora dalla Camera di Commercio e dalla Port Autority per il sostegno alla gestione associata. «E non dimentichiamo che dal prossimo anno potremo contare sugli introiti derivanti dall’applicazione della tassa di sbarco. Ma ho sempre di più la sensazione che questa sia una delle tante grandi occasioni perse da noi elbani».
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