Sicurezza
Piombino nel Santuario dei cetacei
Intervento del Comune nella protezione dei mammiferi marini
PIOMBINO. C'è anche Piombino tra i Comuni aderenti alla Carta di partnership del Santuario Pelagos, l'area protetta istituita tra le acque italiane, francesi e monegasche per la protezione dei mammiferi marini e del loro habitat. L'area, che in Italia ha nome di Santuario dei Cetacei, comprende anche le acque prominenti il nostro litorale, ed è per questa ragione che la Provincia, spiega l'assessore all'ambiente Marco Chiarei, ha spinto moltissimo affinché tutti i Comuni, Piombino compreso, aderissero al progetto. Una cerimonia ufficiale, o comunque un'iniziativa, sancirà l'adesione, anche se al momento, aggiunge l'assessore, è ancora presto per parlarne «e comunque non faremmo in tempo a fare qualcosa di qui alla fine dell'estate. Più importanti, semmai, sono i contenuti. L'adesione alla Carta prevede infatti sostanzialmente due indirizzi: da un lato quello di tutela, che prevede, nell'ambito di decisioni gestionali o di particolari iniziative (specie di tipologia sportiva), l'adozione di soluzioni che abbiano l'impatto minore possibile sugli animali marini del territorio e il loro habitat. In secondo luogo, l'aspetto informativo, per cui il Comune si è impegnato con il Ministero dell'Ambiente e l'Osservatorio cetacei a favorire il più possibile azioni di promozione e di divulgazione delle attività e delle caratteristiche del Santuario tramite opuscoli, depliant e altri oggetti da distribuire agli uffici turistici, negli stabilimenti balneari e altre sedi, anche online. «A questo proposito coinvolgeremo senz'altro le scuole – specifica Chiarei – senza trascurare però anche la cittadinanza, che vorremmo tentare di avvicinare tramite iniziative che si richiamino anche alla Bandiera Blu». Il tutto a costo zero: tutti i materiali saranno infatti messi a disposizione dal Ministero, mentre le spese per la convocazione di eventuali esperti per tavole rotonde e dibattiti sarà coperta dalle convenzioni disposte a livello statale. «Quella del Santuario – conclude Chiarei – è una realtà che esiste da molti anni, ma che non è mai davvero decollata. Adesso lo sforzo di Ministero e Regione è diventato più forte. Da parte nostra, l'attenzione per i cetacei l'abbiamo sempre avuta, come l'ultimo recupero ha dimostrato. In quell'occasione spendemmo circa 6000 euro. E altri 6000 ci vennero proprio dalla Regione».(m.m.a.)
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