Sicurezza
«Ormai Forte San Giacomo è diventato una polveriera»
PORTO AZZURRO. «Più che un carcere è una polveriera». La delegazione Fp Cgil, composta da Stefano Turbati (coordinatore Dap Toscana), Enea Mulas del coordinamento polizia penitenziaria toscana, i...
PORTO AZZURRO. «Più che un carcere è una polveriera». La delegazione Fp Cgil, composta da Stefano Turbati (coordinatore Dap Toscana), Enea Mulas del coordinamento polizia penitenziaria toscana, i delegati Luca Bosio e Massimo Mocali, unitamente al consigliere regionale dei Comunisti italiani Paolo Marini, si è espressa così nriguardo alla situazione del carcere di Porto Azzurro, al termine di un sopralluogo.
«È un grido di allarme quello che giunge dall’istituto di Porto Azzurro dove, poco meno di 500 detenuti e poco più di 150 operatori penitenziari vivono e lavorano in condizioni oltremodo insostenibili – spiegano dal sindacato – locali doccia insufficienti, finestre con vetri assenti o rotti, celle singole che ospitano due persone ed un bagno a vista per i detenuti; decine di celle e centinaia di detenuti da controllare e rieducare per ogni singolo operatore penitenziario. Alle condizioni strutturali inadeguate che da decenni caratterizzano una struttura eretta nel ’600, si somma ora la quasi totale assenza di fondi per il lavoro dei detenuti».
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