Attenzione
Scordo: «L’Edicentro è ancora in piedi»
Come promesso l’azienda distrutta dall’incendio non si è fermata un solo giorno. L’imprenditore: «Resto a Piombino»
PIOMBINO. «Eccoci qui, come promesso abbiamo già ripreso le attività». Remo Scordo, titolare di Edilcentro, ha mantenuto la parola data il giorno dell’incendio che ha ridotto la sua azienda a uno scheletro nero:non ha chiuso neanche un giorno.
Una scrivania, un computer, un telefono e una macchina per fare il caffè. Ora Scordo e i suoi dipendenti lavorano così, in un fondo, simile a un container, con il materiale che sono riusciti a recuperare il prima possibile, situato proprio accanto alla vecchia sede distrutta dalle fiamme. «Fortunatamente questo fondo che usavo come magazzino è riuscito a salvarsi – racconta Scordo – L’ho sistemato come meglio potevo, in attesa di trovare una sistemazione definitiva».
Il proprietario dell’azienda sta vagliando le diverse possibilità. Del resto, il terreno dove sorgeva la sua azienda, è in affitto ed è probabile che presto prenda un altro spazio in locazione. «Sempre in Val di Cornia però – tiene a precisare Scordo – Questa è la mia casa e non ho intenzione di andarmene. Le dimostrazioni di affetto e sostegno che ho avuto in questi giorni sono state spettacolari e non smetterò mai di ringraziare tutti per questo». Il titolare dell’azienda ieri mattina ha anche incontrato il sindaco Anselmi e il consigliere Tortolini. «Mi hanno rinnovato la loro disponibilità nel fare il possibile per aiutarmi e rimettermi in piedi. Per adesso la mia priorità restano i miei dipendenti e riuscire a risolvere i problemi fiscali che più mi preoccupano». Nell’incendio Scordo ha perso tutto, anche la banca dati per cui tutto è complicato. «Non ho più i dati dei miei clienti. Come faccio a pagare l’iva? A ricevere i pagamenti? Sono nelle mani dell’onestà delle persone, speriamo bene».
Le cause dell’incendio che hanno distrutto l’Edilcentro sono ancora da definire. Sembra però che le fiamme siano entrate nell’edificio a causa di alcune sterpaglie di un campo vicino accumulate accanto a una finestra dell’edificio.
Scordo quel giorno era tornato a casa per vedere le olimpiadi, la gara dei 400 stile libero di Federica Pellegrini. «Mi ha chiamato un ragazzo per dirmi che la mia azienda stava andando a fuoco –ricorda – Ho pensato che scherzasse. Quando sono arrivato lì davanti non ci potevo credere. Mi sono reso conto della tragedia solo il giorno dopo, quando il fumo denso e nero si è diradato e ho visto che dei miei venti anni di attività non era rimasto niente». La voce s’incrina, ma solo per un attimo. «È andata così – afferma con forza – Ora mi preme solo ribadire a tutti che l’Edicentro non è morto. Siamo rimasti in piedi».
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