Sicurezza
Quando Mario Carotenuto si arrabbiò per colpa di una stufa
PIOMBINO. Aperto nei primi anni del novecento, l’hotel Centrale si affacciava sulla piazza principale di Piombino “vestito” di bianco. Solo alla fine degli anni sessanta infatti l’edificio viene...
PIOMBINO. Aperto nei primi anni del novecento, l’hotel Centrale si affacciava sulla piazza principale di Piombino “vestito” di bianco. Solo alla fine degli anni sessanta infatti l’edificio viene riportato a mattoni, così com’è oggi.
Roberto Chiarugi, attuale direttore dell’albergo, entra per la prima volta al Centrale a 16 anni, come facchino, agli ordini del vecchio proprietario Dante Mazzei, che successivamente affida la gestione a Raffaello Pagni. Quando si ritira nel 1976 l’amministrazione torna nelle mani dei parenti di Mazzei, sin quando Chiarugi subentra nella società, assumendo poi l’incarico di direttore.
Tre piani, 41 camere (una suite dotata di salotto, tavolo e terrazza panoramica), sala ristorante, saletta colazioni, uno spazio per le riunioni e un’area multiuso per oltre 100 persone. Questa la carta di identità del Centrale, ristrutturato nel 1992, e completamente rinnovato nel 2001. Tanti i personaggi famosi che vi hanno soggiornato, come Mario Carotenuto, protagonista di un divertente episodio che racconta lo stesso Chiarugi: «Una sera disse che voleva una stufa per riscaldare la voce. Noi non l’avevamo e il giorno dopo, quando salì sul taxi per la stazione di Campiglia, cominciò a inveire contro l’albergo, sottolineando che non avrebbe più messo piede a Piombino. Il tassista lo fece scendere fuori città, tanto che l’attore dovette chiamarne un altro». (f.l.)
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