Il dolore
Rischia di perdere l’auto per una multa di 34 euro
Contenzioso tra un’agente immobiliare di San Vincenzo e la società che gestisce le tasse pubblicitarie per conto dell’amministrazione comunale
PIOMBINO. Da una differenza d’imposta di pubblicità di 34 euro per l’anno 2011, al fermo amministrativo dell’auto del valore di 35mila euro. E’ accaduto al noto agente immobiliare Livio Cristiani, membro del direttivo del Pd locale ed ex presidente della Confesercenti. Il fermo amministrativo è stato disposto dalla Ica srl di La Spezia, società ramificata in tutta Italia che cura il settore delle imposte pubblicitarie per conto del Comune di San Vincenzo. Cristiani non aveva comunicato di aver tolto un paio di cartelli di “vendesi” per case già vendute, e gli è giunta un’ingiunzione di pagamento di 142 euro, di cui 108 già pagati.
I 34 euro di differenza – che secondo Cristiani non avrebbero ragione di esistere - son diventati prima 53 e poi 89, con minaccia del fermo amministrativo e della possibile confisca dell’auto. La procedura di fermo amministrativo è stata avviata nei giorni scorsi, e Cristiani ha 20 giorni di tempo per versare il debito scaduto. Sarebbero diverse le pratiche del genere a San Vincenzo, e Livio Cristiani punta il dito contro l’amministrazione comunale, che, a suo avviso, dovrebbe controllare direttamente l’imposta. «Desidero soffermarmi – dice Cristiani - sulle conseguenze abnormi che possono subire gli operatori, anche per cifre risibili come quella in questione.
Mi chiedo perché l’amministrazione comunale continui ad esporre i cittadini a tale tipo di stress e non ritenga opportuno esonerare la Ica dall’incarico, sopperendo con la struttura comunale. Il tema – prosegue l’agente - è stato più volte affrontato da Confesercenti, anche quando ne ero presidente, nell’interesse delle centinaia di operatori presenti sul territorio, i quali non chiedevano e non chiedono di non pagare l’imposta, ma solo di intrattenere un rapporto diretto con l’istituzione più vicina, ossia il Comune, disponendo così di un interlocutore raggiungibile e della certezza che i proventi dell’imposta siano investiti sul territorio. Proventi che sono verosimilmente significativi, poiché diversamente la Ica srl avrebbe da tempo rinunciato all’incarico. Debbono quindi esserlo anche per l’amministrazione comunale, altrimenti si renderebbe necessaria una riflessione circa l’efficienza dei suoi componenti».
Cristiani si rivolge poi al sindaco Michele Biagi, chiedendosi perché il Comune non receda dal contratto. «Il sindaco – dice Cristiani – dato che ci ricorda spesso di essere un commerciante, saprà che spesso l’operatore paga ,come sto per fare io, al solo fine di evitare costosi ed estenuanti ricorsi, anche somme notevoli. Biagi può legittimamente pensare che i metodi della Ica srl siano giusti e necessari, e che il protrarre il rapporto con questa società si basa sull’esclusivo interesse dei suoi amministrati. In tal caso, però – conclude - sarei grato se lo manifestasse chiaramente».
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