Il Tirreno

Invasi contro il rischio siccità

di Francesca Lenzi
Invasi contro il rischio siccità

La proposta dell’assessore provinciale all’agricoltura per dare risposte alla crisi idrica

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PIOMBINO. La parola d’ordine per combattere la crisi è invasi. La ricetta, espressa a più voci, compresa quella del commissario straordinario del Consorzio di bonifica Alta Maremma, Giancarlo Vallesi, viene portata avanti con convinzione dall’assessore provinciale all’agricoltura, Paolo Pacini che ha scritto alla Regione perché si affronti nell’immediato la situazione: «Occorre quanto prima un tavolo di verifica e di attivazione con la priorità nelle politiche regionali della costruzione di invasi per uso agricolo, liberando così le falde per l’uso potabile», spiega Pacini.

La pioggia che ci si aspettava non è arrivata. Un paio di giorni di grandi nuvole, qualche tuono e pochi brevi rovesci che non hanno cambiato di una virgola la difficile situazione delle falde in Val di Cornia. La crisi idrica ha scansato indenne il maltempo che ha imperversato su tutta Italia nei giorni scorsi, e le previsioni, almeno per ora, non annunciano altre perturbazioni. Se la pioggia tanto attesa non c’è stata, pare comunque ancora sotto controllo l’allarme siccità: «Non ci sono novità di rilievo – afferma Michele Caturegli, direttore Asa – Se a Monteverdi purtroppo si continua a rifornire con le botti, la falda, nonostante l’assenza di precipitazioni, dà ancora ampie garanzie». Scongiurata al momento l’emergenza vera e propria, rimpiazzata per ora da un attento monitoraggio, il contesto più preoccupante resta quello agricolo, dove è già partito un programma di razionamento dell’acqua.

«Nell’ambito della Fossa Calda i coltivatori hanno già attivato un piano di settorializzazione degli interventi, tale da poter garantire, anche se insufficiente, l’uso dell’acqua a tutti – spiega Vallesi – Purtroppo se il tempo continua così potremmo andare in sofferenza. D’altra parte il problema, che si ripresenta ogni stagione, deve essere affrontato in senso programmatico». Come a dire, vera l’eccezionalità climatica, con un giugno tra i più caldi degli ultimi 200 anni e con il 70% in meno di piovosità, ma la questione venga fronteggiata una volta per tutte, senza sperare in temporali e quant’altro. «La soluzione sono gli invasi – dice il commissario straordinario del Consorzio di bonifica Alta Maremma – Abbiamo già individuato due zone, una a ridosso del Cornia, l’altra alla fine della Fossa Calda.

In tal modo potremmo immagazzinare l’acqua, tanto da avere un serbato sufficienti come riserva». Della stessa convinzione è Pacini: «Dobbiamo difendere l’agricoltura della Val di Cornia – sostiene l’assessore – La produzione del territorio è importantissima, sia per quantità che qualità, e proprio nella zona già da tempo si sono trovati sistemi di risparmio idrico, come l’irrigazione goccia a goccia. Si deve continuare questo processo di ottimizzazione, puntando sulla cattura delle acque di superficie con gli invasi. In Val di Cornia già tre esempi virtuosi: i laghetti di Riotorto, Fossa Calda e l’impianto della Gera, per una strategia di investimento che tra l’altro potrebbe diventare un vantaggio economico nell’ottica Pac e sostenibilità, nella previsione di finanziamenti comunitari».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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