Il Tirreno

L’autorizzazione a nuove escavazioni preoccupa Soffritti

Il sindaco di Campiglia sulle concessioni minerarie «Non possiamo limitarci a continuare solo a scavare»

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CAMPIGLIA.

«Non possiamo limitarci a scavare». L’autorizzazione da parte della Regione a continuare con un nuovo piano di coltivazione per l’escavazione nelle miniere di monte Spinosa, preoccupa il sindaco di Campiglia secondo cui la scelta della Regione apre un nuovo fronte che il Comune ha sempre sostenuto essere troppo impattante in un’area già molto sfruttata.

«Ho chiesto in più occasioni e sedi che la Regione e la Provincia si facessero portatrici di confronti e impegni di prospettiva nel nostro territorio – osserva Soffritti – Capisco tutte le considerazioni relative alla strategicità che rappresenta un minerale raro e alla tutela del lavoro, ma qui, se non facciamo un passo avanti verso l’innovazione e la maggior tutela ambientale, si rimane ancorati ad un modello economico che oggi più che mai è senza futuro».

In seguito alla presentazione del progetto di rinnovo delle concessioni minerarie “Botro ai marmi” e “Montorsi”, la giunta ha deliberato una relazione che è stata inviata alla Regione contestualmente al parere sulla valutazione d’impatto ambientale. Nella relazione sono stati inquadrati diversi temi collegati alla presenza massiccia di attività estrettattivenel territorio, riportando inoltre le scelte urbanistiche e gli indirizzi politici che si possono sintetizzare nell’auspicio di andare verso la progressiva chiusura dei siti estrattivi alle rispettive scadenze dei piani di coltivazione.

«Mi sarei aspettata una delibera regionale che, in primo luogo, motivasse più approfonditamente le scelte– scrive Soffritti in un comunicato – In secondo luogo, come concordato, un impegno a definire un programma di lavoro serrato per i prossimi mesi che coinvolgesse tutti i settori della Regione interessati all’argomento, e infine l’impegno a investire soggetti e competenze che ci consentano di scegliere in modo serio il nostro futuro».

Soffritti, consapevole che la scelta in questo caso spettava per legge alla Regione non intende fare confusione né di competenze, né di responsabilità. «Tuttavia – afferma–vale la pena soffermarsi sulla criticità relativa alla previsione di escavazione di una zona già ripristinata, che mette a repentaglio un principio cardine superabile solamente per motivi eccezionali». La proposta che valuta positivamente la presenza della miniera per molti anni ancora, secondo la giunta, non permette di mettere punti fermi sulla fine delle escavazioni nemmeno in futuro. Due gli interessi contrapposti: la necessità per la Regione di garantire l’approvvigionamento dei materiali necessari e la necessità di ridurre l’impatto ambientale complessivo. Argomenti che meritano un ragionamento più approfondito, secondo la giunta, e che dovrà tendere ad ottenere il minor sacrificio ambientale possibile per soddisfare un’esigenza ancora attuale. «E per fare ciò – si legge – è fondamentale avere una visione d’insieme: dalla salvaguardia dei posti di lavoro, alla difesa della vocazione turistica nata nel territorio e le criticità locali relative alla viabilità».

L’elemento indispensabile sembra dunque essere la pianificazione e la condivisione, in modo da definire a monte gli elementi cardine su cui l’indirizzo amministrativo fissa il suo obiettivo. In caso contrario si rischia, secondo quanto scritto, di relegare la discussione all’analisi di un progetto di coltivazione singolo, sul quale pochesono le possibilità di intervento a valle della sua avvenuta presentazione.

«Poiché Campiglia è un comune protagonista di fatto della politica regionale delle attività estrattive, dobbiamo essere considerati come tali. – conclude Soffritti – Per il presente e per il futuro. Dopo tanti incontri e la disponibilità espressa degli assessori e consiglieri coinvolti in questi mesi nella discussione, mi aspetto un impegno in questo senso. Nel frattempo valuteremo nelle prossime settimane, quali saranno le scelte del Comune rispetto ad un atto che va contro a ciò che noi avremmo voluto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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