Gioco
Un nuovo progetto per il polo culturale A settembre i lavori
Il capannone delle ex officine Ipsia non sarà abbattuto con un risparmio sull’investimento previsto dal Comune
PIOMBINO. Potrebbero iniziare a settembre i lavori per il polo culturale. «Assieme all'ufficio tecnico – spiega l'assessore ai lavori pubblici Lido Francini – stiamo lavorando assiduamente per definire la variante al progetto di partenza. L'obiettivo è quello di raggiungere l'apertura dei cantieri entro l'inizio dell'autunno».
Per la costruzione – prevista in piazza Manzoni al posto di ciò che un tempo era la sede dell'Ipsia Volta – si tratterebbe del secondo annuncio di inizio operazioni dopo quello della fine del dicembre dello scorso anno. Allora tutto era sembrato essere pronto per dare il via ai lavori che nell'arco di 540 giorni avrebbero portato alla realizzazione del primo stralcio del nuovo centro culturale, biblioteca più archivio.
Poi – quando già la polizia municipale aveva redatto l'ordinanza di variante al traffico e alla sosta in zona – l'improvviso stop. Le cause? Di ordine tecnico. Il progetto originario del lavoro (presentato nel 2009 dalla «Leonardo» di Salvatore Re), spiegò in seguito Francini, non poteva più essere considerato valido secondo la sua prima stesura: frattanto, infatti, la tragedia del terremoto dell'Aquila aveva posto di fronte il parlamento alla necessità di rivedere le norme in materia di sicurezza sugli edifici in cemento armato.
Approvate nuove leggi, le caratteristiche con cui il progetto del polo era stato ideato non erano più da considerarsi valide: il che significava necessariamente doversi fermare e rivederne da capo il disegno con i dovuti adeguamenti infrastrutturali. Trascorsi oggi quasi sei mesi, il punto chiave della nuova progettazione rimane quello già annunciato nei giorni immediatamente successivi: e cioè la rinuncia all'abbattimento delle vecchie officine, uno dei punti cardini del vecchio disegno.
Accanto a questo, la novità della ridistribuzione degli spazi interni. L'adeguamento alle nuove norme antisismiche aveva infatti fatto pensare in un primo momento a un rafforzamento (cemento più acciaio) della struttura del locale destinato a ospitare l'archivio storico.
«Una soluzione troppo onerosa - sottolinea adesso Francini – per un risultato che, sempre rispettando le norme di sicurezza, può essere ottenuto riconsiderando il disegno complessivo dei locali e dunque anche la posizione dell'archivio».
Queste varianti, prosegue l'assessore, se peseranno sull'ideazione originaria dell'opera, al contrario non stravolgeranno gli elementi di gara dell'appalto per come se lo era aggiudicato, a marzo del 2011, la ditta di costruzioni Edil Progetti di Caserta: «A dire il vero – aggiunge però Francini – dopo le variazioni a cui siamo stati costretti, ancora non c'è niente di scritto per quanto riguarda i nostri nuovi rapporti con la ditta. Del resto, ben poco dovrebbe cambiare rispetto a quanto era stato pattuito: il che ci fa auspicare che le nostre relazioni con la Edil Progetti rimarranno le stesse di un anno fa».
Ciò che invece potrebbe cambiare è la spesa complessiva del Comune: «Tra gli obiettivi c'è anche quello di mantenere o addirittura abbattere gli investimenti che avevamo previsto – conclude Francini – e il fatto di non abbattere le ex officine dovrebbe portarci già di per sé a un consistente risparmio».
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