Sicurezza
«Bulgaresi sia audace come per il sentiero»
Legambiente chiede al sindaco di rinunciare al parcheggio previsto a Chiessi: «Troppo impattante»
MARCIANA. «Il sindaco Bulgaresi sia coraggiosa come lo è stata per l’Ecomostro di Procchio e per il sentiero della Guardiola: ci rinunci». A sostenerlo è Legambiente Arcipelago Toscano che ha scritto al sindaco di Marciana, agli assessori all'urbanistica e all’ambiente della Regione e al Ministero dell’economia perché non venga approvata la variante urbanistica per la realizzazione di un parcheggio nella piccola frazione di Chiessi (Marciana).
«Chiediamo all’ amministrazione e al Consiglio comunale di accogliere quanto già scritto dalla Regione Toscana che, considerata la delicatezza del contesto territoriale e ambientale, richiese un’approfondita analisi dello stato dei luoghi e anche un ridimensionamento della superficie destinata a parcheggio che tuttavia appare sovradimensionata rispetto al piccolo abitato di Chiessi.
Legambiente confida in un dietrofront del sindaco Bulgaresi, che oggi è in Consiglio comunale per approvare l’ordine del giorno sulla variante urbanistica.
Legambiente, che non ha esitato ad appoggiare il sindaco Bulagresi per la decisione di riaprire il cancello conteso nella zona della Guardiola, chiede lo stesso approccio anche stavolta. «La giunta Bulgaresi ha avviato il procedimento per la redazione di una variante urbanistica puntuale allo strumento urbanistico vigente, che include terreni ricadenti dalla parte opposta di Chiessi e che l’attuale strumento urbanistico classifica come verde privato. Il tutto per poter realizzare un parcheggio pubblico per circa 25 posti auto, in grado di soddisfare parte delle esigenze di Chiessi nel periodo di maggior flusso turistico, cioè un paio di settimane». A marzo il Consiglio comunale ha adottato la variante. «Scopriamo ora – scrive Legambiente – che l’amministrazione comunale asserisce che la modifica cartografica oggetto di variante non debba necessariamente contenere gli studi di valutazione degli effetti ambientali né è necessario acquisire il parere dell’autorità di bacino e neppure del competente ufficio regionale per la tutela del Territorio. Non siamo d’accordo e crediamo che questa convinzione vizi l’intero atto».
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