Il Tirreno

IL Terzo romanzo di Alessandro Pugi

Tra sogno e immaginazione con “Il colore del cielo”

Tra sogno e immaginazione con “Il colore del cielo”

PORTOFERRAIO. E tre. È disponibile, nelle librerie, il terzo romano di Alessandro Pugi, scrittore elbano quando è libero da impegni di lavoro (è ispettore di Polizia Penitenziaria) e di allenatore...

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PORTOFERRAIO. E tre. È disponibile, nelle librerie, il terzo romano di Alessandro Pugi, scrittore elbano quando è libero da impegni di lavoro (è ispettore di Polizia Penitenziaria) e di allenatore di calcio. Il nuovo romanzo s’intitola “Il colore del cielo, l’aquila, il falco e il cigno” (edizione Il Foglio), dopo i precedenti “The Spanners” (2009) e “L’innocenza dei simboli” (2010). Un’affascinante e avvolgente cavalcata nel tempo dei protagonisti che sono (guarda caso) tre: il ventiquattrenne Raphaël Lewonsky, il suo più caro amico Daniel e Paola la donna di cui si è innamorato. Tutti e tre coinvolti dal vortice della storia e interessati a scoprire da dove provengono le generose donazioni alla famiglia di Raphaël, residente a Bologna. Conoscere le cause, ecco la molla che li porterà a volare oltre oceano e a sbarcare a Manhattan, da dove inizierà la laboriosa ricerca che li porterà a svelare il mistero e anche a conoscere meglio se stessi. Una scrittura piacevole, a tratti anche appassionata, con spunti umoristici. Il tutto presentato con un sapiente lavoro di flash beak, che cattura sempre di più l’attenzione del lettore e lo spinge, pagina dopo pagina, a ricostruire soggettivamente l’intero ordito della storia, fino alla conclusione della vicenda, in cui non mancheranno momenti misteriosi e da perfetto romanzo noir. Ne viene fuori una sceneggiatura, già pronta per qualche regista amante del genere e delle tristi vicende della seconda guerra mondiale. Il cuore della storia è nel campo di concentramento nazista di Majdanek. È qui che viene ricostruita la “follia della soluzione finale”, lo sterminio della razza ebrea con pagine davvero partecipate. Eppure, in mezzo a tanta pazzia, a tante morti e a tante efferatezze esplode anche un frammento di umanità che fa ben sperare.

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