Il Tirreno

Porto, un matrimonio svanito nel nulla

di Luca Centini
Porto, un matrimonio svanito nel nulla

Crisi del settore, buco finanziario: ecco perché il consorzio ha voltato le spalle al Comune. Il 13 ottobre la rescissione

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MARCIANA MARINA. Il matrimonio è durato poco più di un anno. E adesso, o meglio dal prossimo 13 ottobre, il porto di Marciana Marina resterà senza gestore. Il Comune marinese, con una delibera pubblicata lo scorso 16 luglio ha dato l’ok allo scioglimento del contratto di affidamento triennale della gestione del porto che il Consorzio Marina di Marciana, formato dalle società Portofino Srl, Circolo della Vela e Società gestione eventi di Genova, aveva firmato con il Comune il 13 giugno del 2011, dopo essersi aggiudicato la gara. In realtà l’accordo, sul quale l’amministrazione puntava per rilanciare l’approdo, non è mai decollato, fino allo strappo di questi giorni. Uno strappo motivato, dal punto di vista dell’associazione temporanea di imprese, che ha giustificato il disimpegno a causa di diversi fattori, su tutti la crisi generale del comparto nautico, che hanno comportato uno squilibrio economico del contratto. L’epilogo era invece atteso dalla minoranza consiliare attuale e quella della precedente legislatura, che non hanno mai creduto nel progetto della giunta Ciumei e nella gestione avviata dal Consorzio Marina di Marciana.

Il crollo. La delibera pubblicata dall’amministrazione comunale conferma come, ormai da mesi, il Consorzio navigasse a vista. Già dallo scorso aprile Paolo Fenati, presidente del Marina di Marciana, aveva sottoposto all’attenzione del sindaco Ciumei un documento nel quale si ravvisavano alcune criticità che, secondo la società, avevano fatto venir meno le condizioni contrattuali stabilite al momento della gara. In particolare il consorzio ha rilevato che il valore presunto delle concessioni dichiarato dall’amministrazione era di un milione di euro, quando la società ha ottenuto un volume di fatturato pari a soli 534mila euro. Il bilancio di esercizio, redatto lo scorso dicembre, ha visto la necessità di un contributo straordinario dei consorziati di oltre 124mila euro, mentre il budget preventivo 2012 ipotizzava una perdita di quasi 448mila euro. I conti, insomma, non sono tornati, come la minoranza già in tempi non sospetti temeva. Ma com’è che, dopo solo pochi mesi, sono venute meno completamente le condizioni che avevano portato alla firma del contratto, fino alla rescissione di adesso?

I fattori. Il Consorzio, già mesi fa, aveva messo in guardia l’amministrazione comunale su alcuni punti cardine. In primis le condizioni economiche generali e del comparto della nautica negative, quindi l’introduzione - in realtà mai avvenuta - della tassa di stazionamento. E ancora problemi particolari come l’insabbiamento all’altezza del molo del pesce, in verità già in atto da tempo, che precludeva l’ingresso di barche più grandi. L’Ati aveva pertanto elaborato una bozza di protocollo d’intesa, sottoposta all’attenzione dell’amministrazione comunale, con la quale si sarebbe garantita una compensazione da 275mila euro annui, a decorrere dal primo gennaio 2012 e fino al termine del contratto, oltre alla messa a disposizione gratuita di spazi a terra per spettacoli, al posizionamento di due generatori ausiliari, piuttosto che la messa a disposizione gratuita di porzioni di muro della diga foranea, da destinarsi a spazi pubblicitari. Niente di tutto questo, tuttavia, è andato in porto e, comunque, il castello di carta è crollato il 16 luglio, quando l’amministrazione comunale ha preso atto della volontà di mollare tutto da parte dell’Ati e ha accettato la rescissione consensuale del contratto. La stessa rescissione che l’Ati aveva “caldeggiato” con una missiva del 13 luglio, prefigurando l’ipotesi di dolo, «data l’assenza di una perizia di stima – si legge – a base dell’indicazione del valore contenuta nel bando» L’Ati, tuttavia, resterà in lizza per tutta la stagione estiva: il contratto sarà sciolto a far data solo dal 14 ottobre. Per quanto attiene il pagamento l’Ati, su questo il Comune è rimasto inflessibile, verserà quattro mensilità, di cui una quota parte entro il 31 luglio e il conguaglio prima del 13 ottobre.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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