Sicurezza
Coppia condannata per circonvenzione di una novantenne
I due piombinesi erano accusati di aver indotto l’anziana a rilasciare bonifici e assegni per circa 92mila euro
PIOMBINO. Avrebbero approfittato dello stato di infermità e di deficienza psichica di un’anziana grossetana, all’epoca 93enne, affetta da demenza senile, ricoverata alla casa di riposo di Scarlino: da lei avrebbero ottenuto bonifici e assegni per 92mila euro, la procura ad amministrare tutti i beni e a compiere operazioni bancarie, effettuando la vendita del suo appartamento. Sono stati condannati.
Giampiero Magnani, 70 anni, e la moglie Angela Mela, 62 anni, abitanti a Piombino, sono stati riconosciuti colpevoli di circonvenzione di incapace: per ciascuno, il giudice Puliatti ha ritenuto equa una pena di 1 anno e 5 mesi più 300 euro di multa (pena sospesa e non menzione). I due sono stati anche condannati a risarcire la parte civile (due biscugine ed eredi dell’anziana nel frattempo deceduta, rappresentate dall’avvocato Antonelli) in separata sede, più a pagare 2.400 euro di spese. Il pm Leopizzi aveva chiesto 1 anno, 10 mesi e 2.000 euro.
La coppia era difesa dagli avvocati Pellegrini e Del Corso che potranno presentare ricorso dopo il deposito delle motivazioni, che avverrà fra novanta giorni.
I fatti contestati risalgono al periodo 2005-2006.Ed era stato nel novembre 2006 che le biscugine avevano sporto querela, raccontando quanto da loro appreso a proposito della loro anziana parente, ricoverata alla Rsa di Scarlino e poi, per un breve periodo, all’ospedale di Massa Marittima per un infortunio. E qui conoscenti delle biscugine avevano appreso e riferito loro che la signora Mela, garante dell’anziana nella struttura, e il marito avevano raccontato che la sua casa di Grosseto (dove voleva tornare magari assistita da badanti) stava per essere messa in vendita e che i facchini stavano portando via i mobili. Di fronte alle proteste della donna, la coppia aveva ricordato di essere stata regolarmente autorizzata.
Le biscugine si erano però preoccupate e avevano avviato accertamenti immobiliari e bancari, al termine dei quali si erano rivolte alla Procura.
Nel mirino del pm, tra l’altro, anche la procura speciale con rogito notarile (2006) con la quale i coniugi potevano amministrare tutti i beni presenti e futuri dell’anziana, aprire e chiudere conti correnti a lei intestati e fare operazioni di qualsiasi genere anche allo scoperto.
Nella querela era narrata anche la sparizione della Panda della donna dal garage dell’abitazione: ma nell’imputazione questa circostanza non viene menzionata. (p.s.)
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