Proteste
«Meglio stare con Grosseto e Siena»
Il sindaco Gianni Anselmi non cambia idea: Piombino può essere il porto della Toscana Sud come nuovo asse di sviluppo
PIOMBINO. Prolungare con un semplice tratto di penna il lembo settentrionale della provincia di Grosseto fino al mare, comprendendo Piombino. Se questo si vuole, mai come ora è il tempo giusto. L’occasione è la cancellazione di tutte le province toscane sancita l’altro ieri dal Consiglio dei ministri. Le indiscrezioni giornalistiche si limitano ad accorpare le quelle esistenti, ma non è detto che sia questa la nuova geografia politico-amministrativa.
Da tempo ormai la politica piombinese guarda a Sud. Già l’estate scorsa il sindaco Gianni Anselmi sollevò il coperchio di una pentola dentro la quale l’acqua bolliva da tempo, raccogliendo molti consensi, ma anche ira in qualche palazzo del potere livornese e persino pisano. Sì perché poi sono seguiti gli atti: il consiglio comunale di Piombino ha approvato, già nel dicembre scorso, una delibera in cui esprime la volontà di non aderire alla New.Co che gestirà i rifiuti nell’Ato Costa, di cui fa parte col 40% il privato, preferendo confluire nell’Ato Sud, con Grosseto, Siena ed Arezzo.
Anselmi non ha cambiato affatto idea: «Se spettasse solo a me, non avrei dubbi: sceglierei la macroprovincia di Grosseto e Siena. La convenienza a far parte di questo bacino è evidente. Ci sono ragioni storiche e culturali che ci uniscono alle Colline Metallifere, ma ci sono anche concreti elementi che riguardano fattori di sviluppo del nostro territorio».
Anselmi appare cosciente di essere entrato in una cristalleria e non vuole muoversi come il classico elefante che manda tutto in frantumi. «Il mio – dice – vuole essere un contributo personale, derivante dalla mia esperienza di sindaco e di cittadino ad un dibattito che è giusto ci sia». Tuttavia non sembra rinunciare a niente del suo ragionamento iniziale.
«Le infrastrutture a partire dal completamento della Due Mari, la sanità con il progetto dell’ospedale della Maremma, il turismo, l’agricoltura, la tutela dell’ambiente e il sistema dei parchi, il nostro porto, ci spingono a guardare a Sud – ribadisce – La stessa erosione della costa è un problema che abbiamo in comune con Follonica. Nel nuovo assetto geopolitico della Toscana vedo tre assi: Carrara con il suo porto e interrelazioni con la Liguria, Livorno con Firenze, Piombino con Arezzo e Siena. Il nostro può essere il porto del Sud della Toscana. Credo che mostrare attenzione a queste possibili direttrici di sviluppo sia interesse dell’intera Regione».
E se invece Piombino si trovasse ancora una volta dall’altra parte, nella macroprovincia di Pisa e Livorno? «Invece di compattare i problemi ci sarebbe una nuova disgregazione che renderebbe più difficili le soluzioni. Il nostro compito non è la stagnazione, ma ricercare via nuove per la nostra comunità. In un mondo che vive continui stravolgimenti, non possiamo pensare di rimanere quello che siamo stati: saremmo solo astanti del mondo che cambia. Dobbiamo invece leggere il futuro, non restare fermi a quello che abbiamo visto, innovare con ricette vecchie».
Il primo scontro all’interno del “vecchio” assetto rischia di essere quello sull’Ato rifiuti. È sferzante su questo Anselmi: «Solitamente si chiede il permesso per entrare in una casa, non per uscirne». L’Ato Sud ha già affidato la gara ad un’azienda pubblica, unica pretendente, ma siamo sempre in tempo. E un soccorso dei Comuni della Val di Cornia e dall’Asiu sembra venire dalla recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha cancellato la legge che consentiva, aggirando lo stesso referendum sull’acqua, la privatizzazione dei servizi pubblici.
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