La manifestazione
Allevamento d’eccellenza, esempio anticrisi
L’azienda Furloni produce dal 2005 fagiani bio che fa crescere insieme alle galline, è un successo
CAMPIGLIA. L'arte dell'allevamento dei fagiani prevede a volte curiose alchimie. La miscela utilizzata da Francesco Furloni, che dal 2005 alleva fagiani nel podere Tinaio, a Montecalvi, è tutt'altro che rara, eppure di eccezionalità si tratta in quanto il suo è un allevamento di tipo biologico.
«La passione per questo tipo di attività è nata casualmente un po' di anni fa, quando l'Ambito territoriale di caccia (Atc) mi chiese di provare a far covare qualche uovo di fagiano alle galline che possedevo per uso domestico. Fu da allora che la riproduzione di esemplari di questo tipo è cresciuto in maniera esponenziale, dai soli 50 nel 2005 ai 1500 di oggi – spiega Furloni - Gli spazi aperti ricoperti di vegetazione, l'agricoltura e l’allevamento biologico, sono le parole d’ordine, insieme a tutto una serie di accorgimenti tecnici, che sto adottando da alcuni anni grazie alla collaborazione con l'Atc e con un'équipe dell'Università di Pisa». Massima attenzione, dunque, al benessere degli animali, che si nutrono inizialmente di farina di pesce e poi di colture ortofrutticole.
«I fagiani che allevo non assumono nessun antibiotico e/o altre sostanze che stimolino artificialmente la crescita – puntualizza Furloni – A curarli, proteggerli, oltre alla mia presenza continua sul campo, sono le galline».
Grande soddisfazione da parte dell'Atc, che per questo motivo ha organizzato una visita all'azienda Furloni a cui hanno partecipato anche i rappresentanti delle associazioni agricole, ambientali, venatorie provinciali, e l'assessore provinciale all'agricoltura, Paolo Pacini. «Il fagiano costituisce una delle specie di selvaggina più importanti per il mondo venatorio, allevati così hanno una qualità e una resa venatoria maggiore. Questo significa che vengono meno attaccati dagli animali predatori e hanno una capacità di riprodursi nell'ambienta naturale», spiega Francesco Santilli dell'Atc.
L'assessore provinciale all'agricoltura, Paolo Pacini e il rappresentante dell'associazioni agricole provinciali, Ringo Anselmi, hanno all'unisono sottolineato l'importanza di questo tipo di attività che ha, oggi, una valenza a livello nazionale. A dimostrazione che, in momenti di crisi come questi, si può ancora valorizzare il nostro territorio, puntando sull'imprenditoria e facendo leva sulla diversificazione e sulla sinergia di più associazioni.
Serena Insero
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
