Sicurezza
Una legge di fine ’800 per rimuovere il lucchetto
PROCCHIO. Quel cancello chiuso non si poteva guardare. Il sindaco Anna Bulgaresi ne ha fatto una questione di principio fin da quando, a maggio, è spuntato il lucchetto incriminato e i cittadini...
PROCCHIO. Quel cancello chiuso non si poteva guardare. Il sindaco Anna Bulgaresi ne ha fatto una questione di principio fin da quando, a maggio, è spuntato il lucchetto incriminato e i cittadini hanno avviato la raccolta firme. Per capire quanto sia stata ostinata l’azione del sindaco basta guardare l’appiglio legale che l’amministrazione comunale ha rispolverato per dare spessore all’ordinanza sindacale per il ripristino dell’uso pubblico dello stradello. «Esercizio del potere di autotela possessoria ai sensi del combinato disposto di cui all’articolo 378 della legge 20 marzo 1865». Ebbene sì, per riaprire il sentiero ostruito l’amministrazione comunale si è affidata ad una legge di fine ’800, quando sulle strade di Procchio si viaggiava in carrozza e, di certo, non c’erano quad che potevano disturbare la quiete pubblica.
«L’articolo – si legge nell’ordinanza emessa dal sindaco – attribuisce al sindaco un potere di autotutela possessorio, per la conservazione dello stato di fatto dei beni demaniali comunali e delle strade comunali soggette ad uso pubblico. Con la conseguenza che, a prescindere dall’effettiva esistenza di un diritto reale di servitù pubblica di passaggio o dall’esistenza di una pubblica via vicinale, sussiste il potere dell’amministrazione comunale di rimuovere i materiali ostativi al libero transito e, quindi, di ripristinare lo stato dei luoghi».
Insomma, la vecchia legge ha dato al Comune una carta da mettere sul tavolo per far valere la propria volontà di riaprire il cancello sbarrato dai privati.
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