Il Tirreno

«Quel sentiero è di tutti, ora ce lo riprendiamo»

di Luca Centini

Blitz del sindaco Bulgaresi alla Guardiola per riaprire lo stradello chiuso da privati Catena rotta con le tronchesine, ma adesso il primo cittadino rischia la denuncia

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PROCCHIO. «Quel sentiero è di tutti, ora ce lo riprendiamo».

Anna Bulgaresi ha scelto il modo più rapido per risolvere il problema delle spiagge e dei sentieri in gabbia: rimuovere la gabbia. Una soluzione tanto semplice da sembrare quasi geniale. Ma anche un atto di forza che pone il Comune fuori dalla legge, per il mancato rispetto di una sentenza del Tribunale di Livorno.

Di prima mattina il sindaco di Marciana, accompagnato dai vigili e da alcuni operai del Comune, è scesa lungo il viottoli della Guardiola fino al cancello, chiuso da tempo da un proprietario di una villa, che blocca il passaggio a piedi per le spiagge della Lamaia e del Porticciolo fino alla villa napoleonica di San Martino.

Il sentiero 45, così è mappato nelle carte, caro sia ai turisti che agli abitanti della frazione di Procchio e transitabile fino a quando un privato - il terreno è intestato alla società milanese Itrim - ha deciso lo scorso maggio di chiuderlo, infastidito dai rumori procurati dal vicino di casa che transitava dallo stradello con un quad.

La chiusura è stata permessa in seguito a una sentenza del Tribunale di Livorno che ha risolto il contenzioso tra il proprietario della villa e i vicini di casa, stabilendo la natura privata del sentiero. Ma quel lucchetto è stato vissuto come una ferita dagli abitanti di Procchio e Campo all’Aia che hanno subito avviato una petizione - 851 firme - per chiedere la riapertura del passaggio. Lo stesso sindaco Anna Bulgaresi ha emesso un’ordinanza urgente, poi ritirata per autotutela, in seguito ad alcune inadempienze procedurali. «Ma la volontà di riaprire il sentiero da parte dell’amministrazione non è mai stata in discussione – racconta Anna Bulgaresi – ho sempre creduto che la tutela del bene pubblico debba essere una priorità per chi fa il mio mestiere».

E infatti il 26 giugno ecco la nuova ordinanza, consigliata anche dal viceprefetto Giovanni Daveti, con la quale si è chiesto nuovamente al privato di togliere il lucchetto. E poi, ieri mattina, “zac”, le tronchesine dell’operaio comunale hanno rotto il fisicamente il divieto e lo stesso sindaco ha sfilato via la catena.

«Questo stradello è sempre stato aperto – ha detto subito dopo Anna Bulgaresi – non vedo perché un bene pubblico, che sia una spiaggia o un sentiero, non possa essere nella disponibilità di tutti». Una questione di volontà, dunque, che ha convinto il Comune a respingere finora le soluzioni alternative che la proprietà aveva proposto. «Non eravamo disposti a discutere fino a quando quel cancello rimaneva chiuso – ha detto Bulgaresi – la rimozione della catena era l’unica priorità».

Il sindaco sa bene che l’azione di ieri mattina comporterà delle conseguenze, qualora i proprietari intendano far rispettare la sentenza del Tribunale. «La denuncia per eccesso di potere? È una possibilità che ovviamente ho calcolato – ha spiegato Bulgaresi – ma sono rischi che un sindaco deve correre per fare gli interessi dei cittadini». Parole che, dopo mesi animati da polemiche su recinzioni, accessi alle spiagge sbarrati e sentieri, ormai una consuetudine per tante zone dell’Elba, assumono un peso specifico rilevante. E magari possono essere d’esempio anche per altri amministratori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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