Sicurezza
Legambiente ai sindaci «Serve un tavolo tecnico»
PIOMBINO. Legambiente Circolo Val di Cornia Legambiente, in una lettera ai sindaci della Val di Cornia, denuncia la gravità della situazione di deficit idrico. «Il livello di falda non è mai stato...
PIOMBINO. Legambiente Circolo Val di Cornia Legambiente, in una lettera ai sindaci della Val di Cornia, denuncia la gravità della situazione di deficit idrico.
«Il livello di falda non è mai stato così basso in questo periodo. – si legge nel comunicato – Intanto le piscine in Val di Cornia e all'Elba usano in pratica tutte, l'acqua potabile dell'acquedotto, raramente ordinano un'autobotte per il riempimento e in ogni caso l'acqua fornita è sempre quella potabile della falda. Il rabbocco, che è il maggiore consumo, avviene con acqua dell'acquedotto. Assistiamo all'impianto di prati all'inglese in numerosi giardini pubblici e rotonde. I pozzi privati sul territorio non sono monitorati. Non esiste in Val di Cornia un programma di sistematico rifacimento delle condutture più disastrate per prevenire le perdite ed applicazione delle tecnologie di rilevazione. Nessuno è stato incaricato di valutare la possibilità di usare l'acqua della falda superficiale». «Nessuno - continua – ha in programma la manutenzione ordinaria o straordinaria del fiume Cornia o del Milia in modo da favorire il ravvenamento della falda. Proponiamo alle amministrazioni pubbliche di incaricare gli addetti al controllo di verificare il funzionamento delle piscine e degli altri usi impropri, i danni al letto del Cornia dovuto alle escavazioni, il controllo della falda superficiale per verificarne l'uso. Per questo è necessario che si apra o si allarghi un tavolo tecnico di confronto con tutti gli enti e le aziende. Il tavolo non serve solo a dare incarichi e chiedere investimenti ma anche per ascoltare chi da tempo lavora sul territorio e conosce i problemi. I comuni devono rivedere il regolamento edilizio dimostratosi inefficace. Non si sente parlare di partecipazione. Occorre invece coinvolgere i cittadini nella gestione dell'emergenza. Occorre applicare il risultato referendario e la gestione dell'acqua deve tornare pubblica e partecipata».
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