Il Tirreno

Afo, stop confermato Al ministero nasce la vertenza Piombino

di Giorgio Pasquinucci
Afo, stop confermato Al ministero nasce la vertenza Piombino

Il sindaco Anselmi e l’assessore regionale Simoncini chiedono interventi dello Stato per un nuovo sviluppo

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PIOMBNO. La Lucchini ha confermato che fermerà l’altoforno per quattro settimane ad agosto. Su questo fronte, l’incontro che si è svolto ieri al ministero dello Sviluppo economico non ha avuto sbocchi rassicuranti. L’amministratore delegato Francesco Chindemi, di fronte al sottosegretario Claudio De Vincenti, ha confermato le difficoltà in cui si trova l’azienda siderurgica a causa delle ristrette condizioni di mercato e dell’abbassamento del prezzo del rottame che, in questo momento, avvantaggia le produzioni da forno elettrico. Produrre e mettere a parco sarebbe un lusso che l’azienda non si può permettere, soprattutto nell’incertezza poi della ricollocazione sul mercato.

Uno dei pochi elementi positivi emersi - peraltro da confermare - sarebbe la disponibilità delle banche a ricapitalizzare con 100 milioni l’azienda. Niente di concreto, invece, sul fronte delle ricerca di un nuovo partner industriale, nonostante i vari tentativi di coinvolgere gruppi siderurgici internazionali.

«Un incontro interlocutorio che non ha permesso di fugare le preoccupazioni sullo prospettive dello stabilimento», ha dichiarato l’assessore regionale Gianfranco Simoncini.

Ai sindacati la rassicurazione che l’altoforno sarà preparato per ripartire il primo settembre e l’impegno a convocare un incontro sullo stato di attuazione del piano di risanamento ad ottobre.

Sia l’assessore Simocini che il sindaco Anselmi hanno tuttavia cercato di allungare il tiro, chiedendo al governo di aprire un tavolo specifico su Piombino, in considerazione delle diverse vicende che si intrecciano: Lucchini, Magona, Enel, in modo da permettere la soluzione anche di vicende aperte da tempo come quelle delle bonifiche del Sin.

Un’impostazione su cui ha insistito quindi Anselmi. «Il nostro territorio – sostiene il sindaco – sta vivendo una fagilità strutturale del comparto siderurgico e di un modello di sviluppo fortemente segnato dalla presenza dello Stato nel Novecento. Occorre ora un nuovo protagonismo dello Stato in questo territorio, che al di là del superamento delle singole crisi aziendali, ricerchi soluzioni di prospettiva durature, puntando sulla innovazione tecnologica, sulle infrastrutture. Dare nuova competitività al territorio, nella sostanza, affrontando i temi delle infrastrutture, del porto, del costo dell’energia per l’industria, delle bonifiche e del costo del danno ambientale».

«Questo – precisa Anselmi – non significa affatto smantellare la siderurgia, ma bisogna lavorare per mantenere e riqualificare l’esistente e allo stesso tempo riflettere sul futuro industriale del territorio».

Piombino, dunque, come caso nazionale, come laboratorio in cui verificare nuove azioni di intervento dello Stato, non per assistere, ma per favorire la crescita. «Gli spazi sono tanti – sostiene Anselmi – Il sottosegretario si è dichiarato disponibile ad aprire il tavolo e, nel recente decreto del governo sullo sviluppo, ci sono anche strumenti di intervento per aree industriali complesse. Piombino può essere tra queste».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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