Il Tirreno

Vertice al ministero sul caso Lucchini per uscire dalla crisi

di Giorgio Pasquinucci
Vertice al ministero sul caso Lucchini per uscire dalla crisi

Fim, Fiom e Uilm chiedono interventi per favorire la vendita Il sindaco: «Lo Stato ci aiuti a ritrovare competitività»

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PIOMBINO. Oggi a Roma si svolgerà l’atteso incontro al ministero dello Sviluppo economico sul caso Lucchini. Oltre ai sindacati locali e nazionali e ai vertici dell’azienda, saranno presenti il sindaco Gianni Anselmi, il presidente della Provincia Giorgio Kutufà e l’assessore regionale al Lavoro Gianfranco Simoncini. Un tavolo promesso dal sottosegretario De Vincenti, per la cui convocazione si è atteso la nomina del nuovo Cda, al quale si arriva in una situazione aggravata dalla decisione dell’azienda di fermare l’altoforno per quattro settimane ad agosto, con la conseguente chiusura a valle di tutti gli impianti, eccetto la cokeria.

Unitarie le richieste messe a punto dei tre segretari di Fim, Fiom e Uil (Fausto Fagioli, Luciano Gabrielli e Vincenzo Renda). Dal governo si attendono iniziative coerenti al riconoscimento del ruolo strategico della siderurgia e dello stabilimento di Piombino in particolare. «Che cosa mette, dunque il governo – è la domanda dei sindacalisti – per rendere appetibile la Lucchini ad un eventuale acquirente?». Alleggerimento dei costi delle bonifiche, miglioramento delle infrastrutture, sgravi fiscali e ammortizzatori sociali: queste le principali richieste di Fim, Fiom e Uilm per salvare l’occupazione ed il ciclo integrale.

Più complesso il ragionamento del sindaco Anselmi. «Bisogna prima di tutto capire il quadro in cui sta muovendo l’azienda, ma anche la volontà delle banche. Non si può non partire dal fatto che la Lucchini sta perdendo dai 6 ai 12 milioni al mese. È un’azienda in forte difficoltà, per la quale è necessario trovare in fretta un compratore».

Anche per il sindaco è giusto dunque intervenire sugli oneri del risarcimento del danno ambientale, sulle bonifiche e sulle infrastrutture. Ma allarga tuttavia l’orizzonte. «Non possiamo limitarci a dire che la siderurgia e strategica per il Paese e per l’economia della zona. I posti vanno difesi, e io sarò il primo a scendere a fianco dei lavoratori. Tuttavia credo che sia necessario aprire un tavolo su Piombino, su un territorio dove la presenza dello Stato è stata forte, condizionandone il modello di sviluppo per tutto il Novecento, e che ora ha bisogno di ritrovare competività».

A bonifiche e infrastrutture il sindaco aggiunge dunque l’innovazione industriale ed la richiesta di incentivi a chi intende investire. «Si tratta ritrovare competitività territoriale. Preferisco che lo Stato investa in questo piuttosto che negli ammortizzatori sociali, che ci Stato e Regione ci aiutino a trovare nuove forme di industria in grado di stare sul mercato».

«In questi mesi mi sono daffare per cercare nuovi imprenditori. Si sono affacciati, ma non si sono fermati. Ecco perché ritengo sia necessario, oltre che difendere i posti di lavoro, aprire anche un’altra partita».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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