La manifestazione
Il bullismo ora è anche su Facebook
Distribuiti nelle scuole medie oltre 800 questionari: a spaventare non è più un volto ma un nickname
PIOMBINO. L’estate è arrivata e con essa il momento di tirare le somme di quest’anno scolastico. Ma con una particolarità: sotto esame, oggi, c’è anche il bullismo. Ottocento è il numero dei questionari sul bullismo che sono stati distribuiti agli alunni delle scuole medie di Piombino dai docenti, in collaborazione con gli operatori del servizio sociale dell’Asl, e stanno per essere rielaborati al fine di valutarne le origini e le cause.
Da tempo le istituzioni scolastiche, in collaborazione con l’Asl e le forze dell’ordine dedicano tempo e energie per contrastare il bullismo. Attenzione che fa rima con prevenzione, ma non con allarmismo. «L’esito dell’indagine sul bullismo fornirà gli strumenti necessari per avviare un progetto mirato alla prevenzione del disagio giovanile – spiega il preside delle medie unificate di Piombino, Maurizio Grassi – I risultati saranno discussi a settembre da un sociologo e presentati nell’ambito di un incontro aperto alla cittadinanza».
L’iniziativa è stata accolta con entusiasmo dalla preside dei licei di Piombino, Gabriella Raimo: «Questo progetto permetterà l’avvio di una collaborazione tra la scuola superiore e quelle inferiore per lo scambio di informazioni, pur nel rispetto della privacy, utili a identificare e prevenire il fenomeno – sottolinea Gabriella Raimo – Nei licei è durante le lezioni di diritto e/o informatica e soprattutto nelle prime classi dell’istituto che affrontiamo i temi del bullismo e del cyberbullismo».
A destare preoccupazione è proprio quest’ultimo fenomeno. «Il bullismo non nasce più a scuola, ma si diffonde via web per poi rimbalzare tra i banchi di scuola - commenta Fabio Canessa, insegnante di italiano al liceo classico e scientifico di Piombino – In passato la presa in giro avveniva in classe per esempio tramite i bigliettini, ora invece passa attraverso i social network, i più gettonati sono facebook e twitter, ma anche tramite i telefoni cellulari».
Un fenomeno preoccupante come ha recentemente dimostrato uno studio di Pew Internet & American Life Project. Secondo quest’indagine, infatti, un adolescente su tre è soggetto a questa nuova forma di bullismo, e sono circa 13 milioni i teenager vittime del cyberbullismo.
Sempre secondo questa ricerca, sarebbero le ragazze ad essere esposte a maggiori pericoli: in rete il 38% contro il 26% dei ragazzi. Dunque, a spaventare i ragazzi, oggi, sembrerebbe che non sia tanto il volto del bullo, ma il suo nickname.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
