Il Tirreno

Protesta a cavo

«La mia spiaggia è scomparsa inghiottita dal mare»

CAVO. «Ogni anno il mare si mangia la mia spiaggia e nessuno fa mai fatto niente». Stefano Tamagni, titolare dello stabilimento balneare nell’arenile di San Bennato, quello più a sud di Cavo, lo...

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CAVO. «Ogni anno il mare si mangia la mia spiaggia e nessuno fa mai fatto niente».

Stefano Tamagni, titolare dello stabilimento balneare nell’arenile di San Bennato, quello più a sud di Cavo, lo ripete spesso.

Ma, ogni volta, l’allarme per le condizioni della costa orientale dell’isola resta inascoltato. Eppure, rispetto ad alcuni anni, la conformazione della linea di costa si è trasformata radicalmente. «Ho preso il bagno nel 1993, la spiaggia era ampia, avevo tanto spazio per i miei clienti – racconta Tamagni – ma la situazione è cambiata velocemente. E, nel giro una ventina d’anni il mare è avanzato di una quindicina di metri. Non ho più lo spazio per piantare gli ombrelloni, che devo per forza sistemare vicino al muro di contenimento».

La protesta di Tamagni giunge dopo pochi giorni dall’allarme lanciato dall’associazione ambientalista Legambiente sulle condizioni di un’altra spiaggia di Cavo, molto frequentata in passato e adesso quasi cancellata dall’erosione.

Secondo l’operatore balneare la situazione di San Bennato è «peggiorata sensibilmente, da quando è stata realizzata a fianco dell’arenile la barriera in massi del porticciolo – spiega – a parer mio l’azione erosiva ha subito una forte accelerazione».

Secondo Tamagni «nel giro di pochi anni la sabbia è quasi scomparsa, il mare è avanzato – conclude il titolare dello stabilimento balneare – le uniche cose ad essere aumentate in modo netto negli ultimi tempi sono le alghe. Prima ne arrivavano poche, ora la spiaggia è piena. E questo non è il massimo per la fruibilità di questo angolo di Cavo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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