Gioco
Govi dona a San Vincenzo 50 quadri del paese che fu
Le opere realizzate tra il 1977 e il 2008 ritraggono molti scorci ormai scomparsi e sono da oggi in mostra alla Torre accompagnate da una vena polemica
SAN VINCENZO. Oggi alle 21, alla Torre, si inaugura la mostra di pittura di Daniele Govi dal titolo “San Vincenzo paese dell’anima”. Cinquanta quadri con San Vincenzo protagonista, realizzati da Govi tra il 1977 e il 2008.
Attraverso le tele possiamo vedere quanto sia mutato, in questi ultimi 30 anni, il paese, tanto da ritrovarvi scorci che appartengono ormai soltanto alla memoria dei sanvincenzini dai 45 anni d’età in su. Govi ha deciso di donare al Comune i 50 quadri, ed il gesto assume una valenza che, probabilmente, poche parole potrebbero uguagliare. «Dipingo San Vincenzo – dice Govi – da quando avevo 15 anni, cercando di entrare un po' nell'anima del mio paese e di rappresentarlo poeticamente, forse migliorandolo o trasfigurandolo. È questo è il grande potere della pittura: la pittura che può migliorare, emozionare ma anche polemizzare e denunciare».
È una San Vincenzo, quella di adesso, che a Govi non piace. La donazione dei 50 quadri al Comune ha il fine di consentire la conservazione, in modo permanente, della memoria del paese che fu. «Se la funzione dell’arte – spiega il pittore – è anche quella di educare al rispetto della memoria, ho pensato di donare queste tele al mio Comune, purché esso le sappia custodire, conservare e valorizzare, affinché possa tramandare la memoria del paese e della sua anima marina dal 1977 al 2008».
L’idea nasce dall'osservazione attenta di alcuni spazi espositivi della Torre, resi poco fruibili ai visitatori. La sala del caminetto, ad esempio - una delle più rappresentative dell'edificio - ha alle pareti pannelli in plexiglas con illustrazioni dei vari momenti storici della torre; alcuni pannelli si sono staccati dal supporto e anche le tende delle finestre sono cadute. «Nel mio progetto – dice Govi – si prevede un riordino della sala, dove potrebbero essere allestite in permanenza tutte le opere da me dipinte negli anni passati, che rappresentano San Vincenzo come era. Il Comune avrebbe il compito di salvaguardare, archiviare e rendere visibili le opere, permanentemente, nella stanza del caminetto, una stanza di memoria-meraviglia, con tutte le opere donate messe alle pareti anche su tre o quattro file. Naturalmente i pannelli illustrativi della storia della torre verrebbero ricollocati in altro ambiente e potrebbero essere inseriti alle pareti d'ingresso della torre».
La mostra, prima di divenire permanente come spiegato da Govi, sarà visibile a tutti fino al 10 settembre.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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