La manifestazione
Droga a una minorenne, arrestato
Le indagini sulla morte per overdose di un cameriere portano in carcere un disoccupato venturinese di 37 anni
VENTURINA. Le indagini della polizia sulla morte per overdose di un giovane cameriere hanno portato, un anno e mezzo dopo, all’arresto di un venturinese di 37 anni, accusato di aver ceduto eroina alla vittima e a due ragazze, di cui una minorenne, la sera prima della tragica fine di Claudio Marretta, 31 anni, trovato a casa senza vita dai due fratelli la mattina del 14 gennaio 2011.
In carcere è finito Stefano Pascadopoli, disoccupato, conosciuto dalle forze dell’ordine per vari episodi legati al traffico e consumo di droga, e considerato un pusher importante nella zona, in particolare di eroina. Un tipo che non disdegnava di fornire stupefacenti anche a giovanissimi.
Proprio l’assunzione di una dose eccessiva di eroina, per lui che secondo il medico legale probabilmente non ne aveva mai fatto uso, costò la vita a Marretta. I fratelli del giovane sapevano che la sera prima della tragedia Claudio si era visto con Pascadopoli e altri giovani, e da qui partirono le indagini della squadra anticrimine, sotto la supervisione del pm Gianfranco Petralia.
Messi a fuoco i partecipanti alla serata precedente alla tragica fine di Marretta - oltre alla vittima e a Pascadopoli, due ragazze e due ragazzi - vennero avviate anche le intercettazioni telefoniche. Secondo la ricostruzione della polizia - illustrata ieri in una conferenza stampa dal vicequestore Santi Allegra e dal capo della squadra anticrimine, Gaetano D’Acunto - il 13 gennaio 2011 a casa di Claudio Marretta, dove si trovava già anche Stefano Pascadopoli, arrivarono quattro giovani. In particolare la visita era stata concordata tra le due ragazze e Pascadopoli qualche ora prima, in un bar di Venturina, con l’obiettivo dichiarato di sniffare eroina, dopo che appunto il pusher aveva gratuitamente fatto fumare della droga alla più giovane delle due, all’epoca minorenne.
Accertamenti e testimonianze hanno permesso di stabilire che una volta nell’alloggio Pascadopoli cedette eroina alle due ragazze e alla vittima. Il disoccupato venturinese mise a disposizione della minorenne almeno due strisce d’eroina, che poi le due ragazze sniffarono in bagno poco dopo che ne erano usciti Pascadopoli e la vittima. Così da far pensare appunto che pochi istanti prima Marretta aveva inalato eroina lasciandone a sufficienza per le due ragazze. Quando il gruppetto se ne andò Marretta iniziò a sentirsi male, fino all’arresto cardiaco dovuto, secondo il medico legale, all’assunzione di eroina in quantità non tollerate dal suo organismo.
Per la polizia e il pm Petralia si trattava di un quadro indiziario di elevato spessore per accusare Pascadopoli del reato continuato di spaccio di sostanze stupefacenti a persone anche minorenni. Così il gip Andrea Pirato ha accolto la richiesta di custodia cautelare in carcere, per i gravi indizi di colpevolezza legati alla cessione di stupefacenti, per di più a un minore, non ravvisando però l’aggravante della morte della persona come conseguenza non voluta.
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