Il Tirreno

Spiagge in gabbia, ecco la mappa

di Luca Centini
Spiagge in gabbia, ecco la mappa

Arenili inaccessibili da terra: Cala dei Frati resta il simbolo, a Capoliveri il problema è la miniera

3 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. Spiagge di una bellezza irraggiungibile. Mai aggettivo fu più adeguato per le tante calette dell’isola che, spesso, sono fisicamente difficili da raggiungere. Quando non c’è un cartello con scritto “proprietà privata” ad ostruire l’accesso alle spiagge fuori dal circuito turistico standard, ci possono essere sentieri malmessi. O magari per arrivare fino al mare il bagnante è costretto a chiedere il permesso a proprietari di campeggi e strutture ricettive. Sia chiaro, all’Elba non si può certo dire che manchino le spiagge, ma forse può tornare utile aggiornare la mappa degli angoli di mare “negati”.

L’episodio del cancello e del recinto sistemato dai proprietari privati (svizzeri) per la calette ad ovest dell’Ogliera, a Pomonte e il lucchetto a Punta Penisola sono gli ultimi casi di una lista piuttosto lunga. Già lo scorso anno Legambiente pubblicò un dossier puntuale con i principali arenili difficili (o impossibili) da raggiungere da terra. Da allora la situazione non è cambiata, anzi.

Portoferraio. Il caso simbolo è quello di Cala dei Frati, accanto alle Ghiaie di Portoferraio. La spiaggia è stata per due volte meta dei blitz di Goletta Verde, ma ormai da tempo un cancello sbarrato nega l’accesso da terra. Lamaia e Porticciolo, due baie tra Portoferraio e Procchio, sono al momento accessibili solo da una strada privata, anche in virtù della recente chiusura del sentiero della Guardiola, collegata alla Provinciale (davanti al Club 64). Negate anche le spiaggette delle Grotte, dove si arriva solo con sentieri non segnalati che passano - ovvio - da una proprietà privata.

Capoliveri. Il problema più grosso è rappresentato dal limite imposto dallo Stato nel compendio minerario. Francesche, Calamita e Cannello sono irraggiungibili da terra, mentre a Remaiolo, Ginepro, Punta Bianca e Carbonaia, Stagnone, Capo Calvo, Sassi Neri, Punta Nera, Buzzancone e Istia ci si arriva solo passando a piedi dalla strada privata che attraversa il villaggio turistico Costa dei Gabbiani. Stesso discorso per le Calanchiole e Stella Mare, dove si passa solo dai campeggi privati. Per godersi le calette di Capo Stella è obbligatoria la barca, in quanto il passaggio a piedi è ostruito da un cancello che delimita una proprietà privata.

Marciana Marina. Il sentiero che guida i bagnanti verso Cote Tonda è crollato da anni, mentre la Baronessa è chiusa al pubblico da un reticolato.

Marciana. Sono ancora impraticabili e in parte chiusi dai privati i sentieri di Marcianello e Acqua della Madonna.

Rio Marina. Il caso è quello della costa di Capo d’Arco, privatizzata da un villaggio vacanze.

Piano spiagge? «Lo chiediamo da tempo, ma ogni anno siamo punto a capo – racconta Umberto Mazzantini, responsabile Legambiente Isole Minori – non si sa che fine abbia fatto il piano dell’ex Comunità montana, né il tentativo del Parco. Eppure la sensibilità dei turisti e dei residenti sulla salvaguardia delle spiagge sta crescendo. Nessuno sopporta di vedere le nostre bellezze chiuse da cancelli o in mano a privati. Basterebbe che i Comuni, uniti, stabilissero che tutte le spiagge debbano essere pubbliche».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa