Il Tirreno

«Nessuno tocchi i nostri uffici postali»

Anna Bulgaresi infuriata per il rischio di chiusura a Marciana e a Procchio: se serve mi incateno

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MARCIANA. «Non mi chiuderanno la posta, piuttosto mi incateno nell’ufficio». Il sindaco di Marciana Anna Bulgaresi è infuriata per la conferma della notizia, anticipata nelle pagine del nostro giornale, della chiusura prevista da Poste Italiane degli uffici di Marciana e Procchio, assieme alle due frazioni di San Piero e Seccheto di Marina di Campo. Il taglio dei quattro uffici, tutti situati nel versante occidentale dell’isola, fa parte del piano di riordino nazionale definito dall’azienda che ha scatenato la protesta immediata dei sindacati. Martedì mattina a Portoferraio i lavoratori sono stati informati dai responsabili dei sindacati e hanno preso visione della lista nera delle chiusure programmate. L’assemblea si è svolta in un clima di profonda preoccupazione, con i dipendenti comunque determinati ad opporsi al disegno della società.

Ma se i sindacati stanno già organizzando un fronte comune, l’amministrazione comunale di Marciana è venuta a sapere dei tagli degli uffici nel centro del paese e a Procchio leggendo il giornale. «Non è ammissibile che si pensi a tagliare due uffici su tre di un Comune senza che l’amministrazione coinvolta sia neanche informata – sostiene Anna Bulgaresi – come sempre si fanno i tagli a tavolino senza verificare in concreto se quello che si vuole cancellare funziona o meno».

Gli uffici postali di Marciana e Procchio, così come quelli di Seccheto e San Piero in Campo, rischiano di chiudere entro la fine del 2012. L’unica sede del Comune di Marciana che resterebbe aperta è quella di Pomonte. Così un anziano residente di Procchio per ritirare la pensione sarà obbligato ad andare a Marina di Campo. Un marcianese, invece, si dovrà spostare a Pomonte o a Marciana Marina.

«È incredibile che ogni volta sia sacrificata Marciana – commenta con amarezza il sindaco Bulgaresi – ho già contattato i responsabili provinciali di Poste italiane. Vogliamo prendere parte il prima possibile a un tavolo, per impedire la chiusura di uffici postali che sono produttivi. Ieri a Procchio c’era la fila fuori dall’ufficio, composta da turisti e residenti. Farò di tutto per non far chiudere le poste». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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