Il Tirreno

Acqua, falda in calo ma Asa è ottimista

di Francesca Lenzi

Le riserve sono scese a meno 5,5 metri dal livello del mare «Non si può ancora ipotizzare il rischio di razionamento»

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PIOMBINO. Continua a non piovere e la falda della Val di Cornia insiste a calare. Più o meno si è ridotta di cinquanta centimetri negli ultimi giorni, arrivando a toccare ad oggi i cinque metri e mezzo sotto il livello del mare. La situazione non sembrerebbe comunque così angosciante, nonostante i numeri facciano paura e da più parti siano fioccati allarmi sull’effettiva capacità della falda e su un ipotetico rischio razionamento.

È nuovamente Asa, chiamata a intervenire sull’argomento, a ribadire lo stesso scenario illustrato pochi giorni fa dal presidente del consiglio di gestione, Fabio Del Nista. Stavolta a confermare un panorama sostanzialmente in equilibrio tra preoccupazione e costante controllo, è Michele Caturegli, direttore di Asa: «Non ci sono novità rispetto al quadro espresso negli ultimi giorni – spiega il dirigente – Vero è che la falda è calata ulteriormente, come d’altra parte era prevedibile. Da qui a immaginare in Val di Cornia problemi di razionamento però ce ne vuole, anche se la siccità viene a intervenire in un contesto già povero di acqua. È da aprile che non piove a sufficienza; in inverno il Cornia era un prato».

Ecco allora una falda già bisognosa d’acqua in peggioramento davanti ad una problematicità sotto osservazione, ma lontana dall’allarmismo. Con il resto della Val di Cornia che sembrerebbe al riparo dall’eventualità razionamenti (ferma restando la necessità di qualche provvidenziale temporale a riempire nuovamente la falda) si fa sempre più delicata la situazione di Monteverdi, alle prese da una settimana con i rifornimenti ad autobotti, per rimediare alle difficoltà di approvvigionamento idrico con sorgenti e pozzi, insufficiente in questo momento.

«Un bacino piccolo, purtroppo, si riempie facilmente, ma altrettanto velocemente si svuota» afferma Caturegli che ribadisce un certo ottimismo relativo al resto della Val di Cornia, dove tuttavia qualche cittadino si lamenta di cali di pressione nei rubinetti.

«Di solito questo tipo di problemi è legato a un consumo particolare dell’acqua – sostiene il direttore dell’Asa – Qualcuno che riempie una piscina, l’uso insolito di un’industria. Tutti casi di consumi momentanei che si stabilizzano in poche ore».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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