Sicurezza
Poste, a rischio chiusura quattro uffici dell’isola
Il riordino dell’azienda prevede tagli a Marciana, Procchio, Seccheto e San Piero E a giorni via due zone di recapito, ma le consegne vanno già a singhiozzo
PORTOFERRAIO. Quattro uffici postali chiusi entro la fine del 2012 e, prima della fine del mese, il taglio di due zone di recapito sul territorio di Portoferraio. Notizie poco confortanti per qualsiasi realtà cittadina, figuriamoci per un’isola che - già da tempo - si lamenta per un servizio postale balbettante. «Le bollette arrivano con giorni di ritardo, la posta viene consegnata una volta ogni cinque giorni», si sono lamentati alcuni cittadini sulle pagine di questo giornale solo pochi giorni fa. Non sapevano che di lì a poco la situazione sarebbe peggiorata, almeno ad osservare il piano di riorganizzazione previsto da Poste italiane su tutto il territorio nazionale, Elba compresa. «Ancora una volta si sceglie di tagliare i costi – dice Beppe Luongo, segretario Slc Cgil – perché non si può e non si riesce a trovare un modo equilibrato per rilanciare gli uffici e i servizi postali». Stamani i sindacati Cgil e Cisl hanno indetto un’assemblea urgente proprio per discutere del programma delle chiusure e del riordino delle Poste. A rischio sono le condizioni dei lavoratori postali e, soprattutto, la qualità del servizio garantito alla cittadinanza.
Taglio alle zone di recapito. Il primo contraccolpo al servizio postale è atteso a giorni quando, probabilmente nella zona di Portoferraio, si consumerà il taglio di due zone di recapito, atteso già dal 16 luglio. Una riduzione che andrà ad indebolire ulteriormente il meccanismo di consegna che, basta chiedere a Portoferraio, ha già sollevato parecchie lamentele. «Già nel 2010 abbiamo sopportato un piano di ridimensionamento notevole – chiarisce Beppe Luongo (Cgil) – già il servizio è in difficoltà, riducendo ulteriormente i problemi saranno sempre più gravi».
Uffici chiusi. Entro la fine del 2012 quattro uffici postali dell’isola sono a rischio chiusura. Nella lista nera degli uffici ci sarebbero le sedi di Procchio e Marciana, con Pomonte che rimarrebbe dunque l’unico ufficio aperto sul territorio marcianese. Rischiano di chiudere anche gli uffici delle frazioni campesi di San Piero in Campo e di Seccheto.
Il versante occidentale, quindi, subirebbe un netto depotenziamento della rete degli uffici postali, con ovvi disagi per gli utenti, specialmente per gli anziani che si dovranno spostare per ritirare la pensione.
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