Sicurezza
Saldi, via in sordina «Non ci sono soldi, c’è poco da sperare»
Lunghe file sono nei negozi in franchising di intimo dove i prezzi molto bassi invogliano a fare acquisti»
PIOMBINO. «Più che saldi di fine stagione bisognerebbe chiamarli “saldi per onorare i pagamenti”. Naturalmente quelli della merce che abbiamo in negozio, dell'affitto e di altre spese». “Franco Pizzi” è uno dei negozi d'abbigliamento più longevi e prestigiosi del centro, ma per lui come per gran parte dei suoi colleghi, quello di ieri, più che un giorno di festa, è stato l'ennesimo suggello all'asfissia che – come riflesso della generale crisi economica - ormai da mesi minaccia il commercio.
I saldi, non a caso, sono iniziati in sordina un po' dappertutto: «Chi sostiene che da essi si possa trarre un guadagno – prosegue il proprietario del negozio di Corso Vittorio - non dice la verità. Ci servono solo per dare delle garanzie ai nostri negozi. Giugno è stato un mese catastrofico per le vendite. Da un lato c'è anche molta psicosi legata a Imu, oppure alla crisi di Magona e Lucchini, su cui essenzialmente si regge l'economia della città. Ma poi c'è il fatto che i soldi proprio non ci sono».
In effetti non era uno spettacolo raro, ieri mattina, poco dopo le undici, quello dei gestori dei maggiori negozi di abbigliamento del centro immobili a braccia conserte sulla porta dei loro esercizi, mentre, per contro, file lunghissime affollavano quei negozi – per lo più in franchising (Tezenis, Intimissimi, Carpisa, etc.) che già di solito fanno buoni affari in virtù di costi accessibili a qualsiasi tasca e conseguentemente - di una grande disponibilità di merci.
Non a caso, anche gli altri, se qualcosa sono riusciti a vendere, si è trattato di merce a poco costo. «Chi desiderava acquistare tre abiti – raccontano al negozio Carnevali – ne ha poi comprato uno solo, e comunque il cliente ha in generale privilegiato il piccolo acquisto. Grosse spese non ne abbiamo viste. Questi saldi sono iniziati un po' a singhiozzo, con nostra grande delusione, visto che, dato il fortissimo calo delle vendite che abbiamo avuto nell'inverno, ci aspettavamo un po' di più. Noi siamo ottimisti di natura, ma l'aria che si respira purtroppo non è solo poco rassicurante, ma soprattutto generalizzata. Acciaierie, sanità, tutto è un riflesso di ciò che tutti stiamo vivendo».
«Senza contare – aggiunge Milena Verdicchio dal negozio “Replay” - che già nelle scorse settimane moltissimi negozi di corso Italia avevano deciso di attivare delle promozioni: il che di per sé non è un buon segno. I saldi sono cominciati sottotono. La speranza è che in parte dipenda dal fatto che sono iniziati di sabato: molte persone potrebbero aver scelto di andare in spiaggia. Nei prossimi giorni senz'altro si potranno fare valutazioni più precise. Certo è che il commercio attraversa un momento drammatico». Crisi generale, dunque, eppure non per tutti è così. «Certo, un po' di calo rispetto allo scorso anno si nota, eccome – dicono al negozio Mode, anch'esso in corso Italia – Ma i saldi attirano sempre i clienti. Un po' di movimento in giro c'è e noi ne siamo contenti».
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