Il Tirreno

Revamping finito, Esa presenta il nuovo Buraccio

di Antonella Danesi
Revamping finito, Esa presenta il nuovo Buraccio

Inaugurazione dell’impianto, ma senza sindaco di Marciana «Sto ancora aspettando la partenza della differenziata»

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PORTO AZZURRO. Ricapitalizzazione, inaugurazione del nuovo impianto. È stata la giornata di Esa. Gli otto comuni elbani si sono riuniti ieri mattina in assemblea nella sede del Comune di Porto Azzurro per firmare la ricapitalizzazione dell’Elbana servizi ambientali. Giusto il tempo delle strette di mano, poi tutti all’impianto del Buraccio per il taglio del nastro, in seguito all’ultimazione dei lavori di revamping e per una visita guidata tra i vari reparti della struttura a cui hanno partecipato le autorità istituzionali e le forze dell’ordine.

Fuori programma. Erano presenti tutti i sindaci, ad eccezione di Anna Bulgaresi prima cittadina di Marciana, che ha voluto lanciare un segnale di protesta dopo che non è ancora partita la raccolta differenziata nel suo comune come invece era stato concordato con Esa. «Ho sottoscritto il contratto due mesi fa – ci dice Bulgaresi – ma ad oggi non ho visto risultati sul territorio: ho voluto quindi attuare una sorta di protesta non partecipando all’assemblea né alla visita guidata né al pranzo che ha seguito».

L’estate infatti è già iniziata siamo a luglio e il sindaco si trova ad affrontare non pochi problemi. «Mi aspettavo tempi più brevi – afferma – sono io che devo rispondere ai miei cittadini e ospiti. È da febbraio che stiamo lavorando a questo progetto ma risultati non se ne sono visti».

Visita all’impianto. Dallo stoccaggio dell’indifferenziata e degli ingombranti fino alla piazzola dove viene raccolto il multi materiale, passando per l’impianto di compostaggio fino ai biofiltri con le sostanze che abbattono i cattivi odori verso il mondo esterno. È stato il tour che i visitatori accompagnati dai membri del consiglio di amministrazione di Esa hanno compiuto ieri mattina al Buraccio. «Questo impianto è stato revampizzato – ha spiegato il presidente del Cda di Esa Idilio Pisani – perché c’era bisogno di ripensare la struttura impiantistica. È stato fatto con un investimento importante di più di 6 milioni di euro, ma ora l’impianto può dare soluzione a parte dei rifiuti prodotti sull’isola».

Cosa si produce. La lavorazione in atto nell’impianto permette di fare un cdr ed un compost grigio non di qualità che, una volta lavorato, può essere utilizzato per la copertura delle discariche fuori dall’Elba.

Un altro settore dello stesso impianto ospita lo stock di rifiuto ossigenato e trasformato in Fos, per un compostaggio di qualità, ottenuto miscelando il secco (ramaglie cippate) con l’organico di qualità (gli scarti dell’ortofrutta prelevati dalla grande distribuzione, e scarti di cucina da ristoranti, alberghi e campeggi). Dopo 90 giorni di lavorazione il materiale diventa ammendante di qualità da utilizzare nell’agricoltura. «Per affinare il compost c’è bisogno di ulteriori investimenti – spiega Pisani –e quindi ristrutturare il capannone che serviva per lo stoccaggio del cdr e che in futuro servirà per lo stoccaggio del compost di qualità».

Ricapitalizzazione. I lavori al Buraccio quindi non sono ancora terminati ma i futuri investimenti saranno resi possibili proprio grazie all’immissione nel capitale del gestore unico l’impianto del Buraccio. «Nell’assemblea di ieri mattina il patrimonio della società è stato portato a valore – ci ha detto il presidente di Esa – è stato fatto un aumento gratuito di capitale visto che la società aveva delle riserve. Portare a capitale questo bene permette ai comuni di conferire il terreno su cui si trova il Buraccio in proprietà alla società e l’impianto acquista valore maggiore importate per gestire questa fase anche se transitoria».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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