Finanza
Caso D’Alarcon, Comune bocciato
Le sentenza del Consiglio di Stato dà ragione ad Aethalia sulla gestione del porto
PORTO AZZURRO. Il Comune di Porto Azzurro, allora guidato dall’ex sindaco Maurizio Papi, ha eluso la sentenza del Tar. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato che si è espresso lo scorso 4 luglio dando, di fatto, ragione alla società Aethalia Service, ormai da tempo protagonista assieme all’amministrazione comunale di una lunga guerra a suon di carte bollate e ricorsi sull’affidamento delle gestione del porto.
Il Tar, con una sentenza del 28 novembre 2011 aveva accolto il ricorso presentato da Aethalia e contestato al Comune di Porto Azzurro la procedura con la quale si affidava la gestione del porticciolo con 200 posti barca alla D’Alarcon, società a capitale pubblico. Il Tribunale amministrativo aveva ordinato al Comune di rifare la gara pubblica per la concessione del servizio, ravvisando irregolarità nelle procedure di gara. E invece l’amministrazione guidata da Papi confidava di ottemperare alla sentenza, evitando così il commissariamento, indicendo una gara d’appalto lampo e l’affidamento temporaneo alla D’Alarcon, in vista della scelta del socio privato che avrebbe gestito il servizio. Aethalia si è costituita in giudizio, ottenendo così la sentenza favorevole del Consiglio di Stato. «Da quanto esposto – si legge nella sentenza – risulta come l’amministrazione comunale abbia posto in essere un’attività elusiva degli obblighi di esecuzione.
In pratica il Consiglio di Stato ha definito illegittimo l’affidamento del servizio alla D’Alarcon che ha continuato a gestire, senza soluzione di continuità, i servizi del porticciolo.
Per questo motivo il Comune di Porto Azzurro è condannato al pagamento delle spese processuali e all’immediata esecuzione della sentenza che, di fatto, rischia di mandare all’aria l’attuale struttura di gestione dei servizi portuali, con il ricorso ad una nuova gara per l’affidamento. Resta tutt’ora aperto, invece, il contenzioso dal punto di vista contabile. Aethalia Service, infatti, ha da tempo chiesto all’amministrazione comunale un risarcimento da 6,9 milioni per l’esclusione dalla gara per l’affidamento della gestione del porticciolo.
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