Proteste
Spiaggiata di protesta contro il recinto
MARCIANA MARINA. «Tutti i marinesi che hanno a cuore il loro paese e la libertà di godersi le loro spiagge e non vogliono assistere all’ennesimo esproprio di pezzi della loro storia e della loro...
MARCIANA MARINA. «Tutti i marinesi che hanno a cuore il loro paese e la libertà di godersi le loro spiagge e non vogliono assistere all’ennesimo esproprio di pezzi della loro storia e della loro cultura partecipino alla spiaggiata». L’idea è stata lanciata dal circolo marinese di Sinistra ecologia e libertà: domenica alle 17 l’appuntamento è sulla spiaggia contesa di Bagno, a Marciana Marina, dove da giorni è spuntato un recinto ai piedi dello storico edificio dell’ex tonnara che delimita una porzione di spiaggia. Ma non appena i paletti sono stati fissati sull’arenile dalla proprietà dell’ex tonnara, è scattata la protesta spontanea dei cittadini, partiti politici e Legambiente, infuriati per la limitazione di una caletta storica. Da qui l’idea di una manifestazione per ripristinare la piena fruibilità della spiaggia a cui prenderanno parte Sel, Pd, Legambiente (oltre a Greenreport ed Elbareport). «Quella spiaggia è di tutti – dicono da Sel – è possibile che qualcuno abbia ceduto o rilasciato una concessione che priva il paese di un bene pubblico per concedere un assurdo privilegio ai soliti noti? ».
Intanto dopo la denuncia di Legambiente che aveva notato che il recinto si estendeva ben oltre la distanza dei cinque metri dalla battigia, sono intervenuti i vigili urbani che hanno fatto arretrare la recinzione. «Un primo successo contro questo atto di inaudita prepotenza – dice Umberto Mazzantini, responsabile nazionale isole minori di Legambiente – con la spiaggiata diremo che il Comune deve fare tutto quello che è in suo potere per garantire l’accesso e la piena fruizione». In queste ore gli organizzatori della protesta stanno compiendo degli approfondimenti per chiarire la pertinenza della spiaggia, delimitata dalla proprietaria Anna Corradini Porta. «Ringraziamo la signora per l’ospitalità che ci ha concesso in questi anni – dice con ironia Cristiano Adriani, coordinatore provinciale di Sel – ci chiediamo se il diritto al riposo dei proprietari non sia estendibile a tutti i cittadini e ai bagnanti che frequentano quella spiaggia. La chiusura è un atto ingiustificato, non vogliamo che sulle nostre spiagge siano create linee di separazione tra padroni e servi».
Dello stesso avviso anche il Pd locale: «Non abbiamo idea della piega giuridica e politica che possa prendere la vicenda della spiaggia del Bagno – fa sapere il partito – ma un appello ci sentiamo di rivolgere ai conosciuti proprietari del fabbricato: sappiate coniugare proprietà della “roba” e rispetto verso la gente che lì è nata e lì ha costruito la propria storia».
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