Il Tirreno

Mancano gli ordini, si ferma l’altoforno della Lucchini

Una veduta della Lucchini (foto Paolo Barlettani)
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Una veduta della Lucchini (foto Paolo Barlettani)

I lavoratori annunciano il blocco per il prossimo 5 agosto. I dipendenti per protesta l’11 luglio hanno indetto uno sciopero di tre ore

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L'altoforno dell'acciaieria Lucchini di Piombino il prossimo 5 agosto si fermerà per un mese a causa della mancanza di ordini. I dipendenti per protesta l'11 luglio hanno indetto uno sciopero di tre ore, dalle 9 alle 11, con assemblea aperta all'esterno della fabbrica e di due ore a fine turno per il secondo e terzo turno. «Con la fermata dell'altoforno c'è un'accelerazione del problema - ha sottolineato Luciano Gabrielli della Fiom Cgil - perchè il risanamento dell'azienda programmato dal nuovo consiglio d'amministrazione diventa più difficile».

Oltre alla Lucchini - 2.143 lavoratori più 1.500 dipendenti di imprese collegate - si fermerà anche la Magona che conta 545 dipendenti e 200 di indotto. «A questo punto - ha affermato Gabrielli - il governo ci deve dire se la siderurgia è strategica per il nostro Paese o no. Un Paese senza industria primaria, non va da nessuna parte. Il 17 luglio ci sarà un incontro al ministero dello Sviluppo economico per la vendita della Lucchini e della Magona. Piombino non può chiudere».

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