Il Tirreno

Così il bosone di Higgs è un po’ anche piombinese

di Cecilia Cecchi
Così il bosone di Higgs è un po’ anche piombinese

È nato in città il fisico Paolo Camarri, 45 anni, impegnato negli esperimenti che da Melbourne racconta: «La particella dà sostanza a tutto l’Universo»

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PIOMBINO. Il bosone di Higgs è un po' anche piombinese.

O meglio è nato in città Paolo Camarri, 45 anni, uno degli scienziati italiani al lavoro nel team Atlas (l'altro esperimento considerato fondametale per la scoperta è l'americano Cms). Possibile rintracciare il professore (ricercatore all'università di Roma Tor Vergata) a Melbourne in Australia, dove partecipa alla conferenza internazionale di fisica delle alte energie.

Come ci si sente ad essere uno dei "padri" di quella che voi scienziati amate definire la "particella di Dio", alla base dell’Universo?

«Un'emozione che ho condiviso con migliaia di ricercatori in tutto il mondo – risponde Camarri – una gestazione difficile, perché il gruppo lavora sull'esperimento da più di vent'anni».

Partire da Piombino - dove ha preso la maturità scientifica al liceo "Marconi" nel 1985 con votazione 60/60 (allora il massimo) - per arrivare agli esperimenti nei laboratori internazionali del Cern di Ginevra.

«Laurea in fisica a Pisa, nel 1992 nel settore della fisica sperimentale subnucleare» spiega Camarri.

Ma in mezzo di lavoro e d’impegno ce n'è tanto: non lo dice però il voto di laurea è 110 e già allora si occupava delle applicazioni degli esprimenti della macchina acceleratrice, ancora in fase di progettazione a Ginevra (su internet si trova tutto).

Poi una serie di concorsi vinti per borse in dottorato di ricerca, sempre per la fisica nucleare. Ed ecco il passaggio nel 1999 al dipartimento di fisica all'università di Roma, Tor Vergata.

Per altro ha vinto pure un concorso come ordinario di cattedra per matematica e fisica negli istituti superiori della Toscana. A Piombino, al di là dell’essere stato tra i primi "ragazzi promettenti" a far parte del nascente Rotaract? «Ci sono i miei genitori Maria e Irio, mio fratello Stefano. Appena posso, torno nel weekend – anche se è al cellulare, si sente che sorride – Piombino è la mia città...». Dunque Maria, che ha fatto soprattutto la mamma, Irio storico mediatore e agente immobiliare (per 45 anni), Stefano che ha un negozio di giochi e videogiochi in via Cellini («.. lavoro che adora» dice Paolo). «Qui gli amici di sempre» conferma.

Sport, hobby? «Sono un sedentario - confessa – ho fatto un po' di palestra , ma ho sempre smesso perché il lavoro all'università è in primo piano». Però una passione c'è.

«Sì , suono la chitarra e ho un diploma di teoria e solfeggio musicale. Ho pure superato l'esame del quinto anno di chitarra classica…».

E pare poco... «Ma questo risale a quasi 30 anni fa!» sottolinea . Oggi, comunque, il professor Camarri è ricercatore e docente di fisica a Tor Vergata . E firma pubblicazioni su riviste internazionali.

Torniamo al bosone. «Soprattutto all'esperimento Atlas – riprende Paolo Camarri – Lo studio riguarda i prodotti dei fasci di protoni che si scontrano tra loro. Abbiamo seguito le collisioni nel punto dove i fasci si scontrano. Da ricordare che un protone è uguale al nucleo di un atomo di idrogeno. Le dimensioni? Un milionesimo di miliardesimo di metro».

«Facendo scontrare tra loro protoni – aggiunge – in queste collisioni si producono tantissime altre particelle e tra queste è stato individuato il bosone di Higgs. Per poterlo “vedere” ci sono volute tantissime di queste collisioni perché la frequenza in cui viene prodotto è molto bassa ed è stato possibile solo grazie al nuovo acceleratore costruito a Ginevra e che sta funzionando da tre anni circa a pieno regime. Dunque, del bosone, se n’è rilevata la quantità sufficiente per stabilirne l’esistenza. Un paragone? Un fungo raro in mezzo alla macchia fittissima!».

C'è sempre di mezzo il Cern di Ginevra, si farà mica la fine dei neutrini “sparati” al Gran Sasso che poi non hanno superato la velocità della luce di Einstein?

«Ma quello era un solo esperimento e gli errori finirono per inficiare i risultati – specifica – le due cose non sono rapportabili. Il bosone di Higgs è una particella davvero speciale perchè conferisce la massa, la sostanza a tutte le cose. La materia ha un peso».

Insomma in fisica (e non solo) tutto è cambiato: grazie a Paolo Camarri Piombino c’è.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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