Lutto
Gli indiani di Jindal tornano in fabbrica
Ieri la visita di una rappresentanza. Intanto via libera dal ministero ai contratti di solidarietà per 2060 dipendenti
PIOMBINO. Una delegazione della Jspl (Jindal steel & power limited) ha visitato di nuovo le acciaierie. E, intanto, il ministero ha dato il via libera ai contratti di solidarietà per i 2060 dipendenti.
Due notizie che riportano in primo piano la situazione di Lucchini-Severstal.
La prima visita dei rappresentanti di Jspl c’era stata a fine aprile. Nel primo pomeriggio di ieri, il ritorno. E ai massimi vertici. All’aereoporto di Pisa è sbarcato Naveen Jindal, amministratore delegato, presidente e figlio più giovane del fondatore del gruppo indiano. Che è tra i principali produttori d’acciaio del Paese.
Da Lucchini-Severstal poco più di un no comment. Solo la conferma dell’arrivo e la precisazione che la delegazione era composta da persone che visitavano la fabbrica per la prima volta.
Nessuna dichiarazione dal sindaco, Gianni Anselmi che, stavolta, di incontri non ne ha avuti.
La ricognizione degli impianti è durata sì e no un paio d’ore. Sono bastate a destare curiosità o, più probabilmente, a generare delle aspettative tra chi ha notato gli ospiti in giro per lo stabilimento.
Il ritorno di Jspl,in effetti, si colloca in un quadro diverso rispetto alla prima volta: il consiglio d’amministrazione adesso c’è. E c’è, quindi, un interlocutore con cui possibili acquirenti dello stabilimento possono confrontarsi.
Secondo i commenti raccolti, però, sarebbe prematuro affermare che il ritorno a Piombino dei vertici del gruppo sancisca il passaggio alla due deligence. In altre parole, alla fase dell’acquisizione di tutte le informazioni utili ad analizzare il valore e le condizioni di un’azienda che si intende acquistare. Per poi, eventualmente, stringere.
Resta il fatto che in molti ambienti, la manifestazione d’interesse del produttore indiano viene considerata decisamente interessante.
Jspl fa parte di un gruppo fondato nel 1952 che ha esteso rapidamente il suo raggio d’azione dall’acciaio alle miniere e alla produzione energetica. Il fondatore - Shri Op Jindal - è considerato un imprenditore illuminato, noto anche per il suo interesse verso la politica che lo ha portato in parlamento con il partito di Sonia Ghandi.
Naveen Jindal, il minore dei quattro figli, a ciascuno dei quali è andata un’azienda, è considerato uno dei manager più promettenti del suo Paese.
Con un fatturato annuo di 4 miliardi di dollari - un quarto del fatturato complessivo di Op Jindal Group - quella di Naveen è specializzata in rotaie, travi, vergella , profilati per costruzioni e laminati piatti.
Una realtà in crescita, che ha disponibilità di materie prime, progetta grossi investimenti allo scopo di sbarcare sul mercato europeo: tutte carte che ne fanno accrescere la credibilità.
Nel frattempo, è da registrare la conferma ministeriale dei contratti di solidarietà a favore dei lavoratori dello stabilimento.
Fabrizio Toninelli, coordinatore Uilm, parla di «atto importante, senza il quale non sarebbe stato fattibile il passaggio successivo in Regione».
Ora sarà possibile liberare l’ulteriore 10% che la giunta toscana ha deciso di erogare, portando così al 90% la copertura salariale garantita.
Con la formula del contratto di solidarietà, finora è stato pagato l’80%, che è a carico dell’Inps ma anticipato dalla Lucchini.
I sindacati saranno a Firenze l’11 luglio per sottoscrivere l’accordo che avrà validità per un anno a far data dal marzo scorso. Gli arretrati saranno calcolati da aprile.
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