Sicurezza
Tartaruga ferita e curata in piazza Bovio
L’esemplare affidato all’istituto di biologia marina che ora punta ad aprire un centro di recupero
PIOMBINO. Una tartaruga salvata da morte certa, un progetto che sogna di divenire realtà. Era la tarda sera di domenica quando Roberto Bedini, direttore dell'istituto di biologia marina, ha visto squillare all'improvviso il suo telefonino.
La comunicazione urgente, il recupero di un grosso esemplare di «caretta caretta», ferito sul carapace probabilmente dal passaggio di un'elica.
A trovarlo, nel golfo di Follonica, Claudio Capannoli, che l'ha preso in carico su una motovedetta per trasportarlo al porto di Piombino. Da lì la tartaruga è stata raccolta dalla capitaneria, che a sua volta ha provveduto a trasportarla all'istituto di piazza Bovio, dove Bedini a quel punto la stava già attendendo per le prime cure.
Assieme a lui, il dirigente della sezione veterinaria dell'Asl 6 Alessandro Lera, che ha subito praticato all'animale un'iniezione di antibiotici.
«Le condizioni non ci sono sembrate gravi – racconta Bedini – Certo che la ferita è piuttosto grossa, e per curarla al meglio è necessario che la tartaruga sia trasferita a Pisa, alla facoltà di veterinaria, con cui abbiamo una convenzione. Il dottor Pierre Melanie verrà a prenderla domani. Intanto l'abbiamo collocata temporaneamente in una delle nostre vasche, dove alloggerà fino al suo arrivo». Un incidente di questo genere, spiega Bedini, è facile che si verifichi nelle nostre zone, specie in questo periodo, ed è per questo che l'istituto ha da poco inviato al ministero dell'ambiente una richiesta per l'apertura di un centro di recupero per tartarughe direttamente in città.
L’area prescelta (con la collaborazione della capitaneria), sarebbe il porticciolo di Salivoli, dove sono già stati individuati gli spazi necessari all'installazione di vasche da 8-9 mila litri d'acqua ciascuna, sale per le conferenze e altre strutture riservate sia all'immediato soccorso, sia alla convalescenza.
«Il ministero è molto scrupoloso per questo genere di concessioni – commenta Bedini – e infatti ci ha richiesto, accanto al progetto, i curricula di tutti i biologi che lavorano nel nostro istituto. Io, però, sono molto fiducioso riguardo alla realizzazione di questo nostro sogno. Dalla nostra parte avremmo anche l'Asl, che metterebbe a disposizione le sale operatorie che già da adesso sono esplicitamente riservate agli animali. Insomma, tutto il necessario affinché una tartaruga ferita possa essere curata a Piombino prima di essere rimessa in libertà. E non solo gli esemplari recuperati in zona, ma quelli provenienti da tutta la Toscana».
Melisanda Massei Autunnali
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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