Sicurezza
«Ora basta, Asl spieghi cosa blocca l’elisuperficie»
Duro intervento del sindaco Peria sui ritardi per l’attivazione della piazzola Intanto il Pegaso atterra solo alla Pila: i tempi si allungano per i trasferimenti
PORTOFERRAIO. I portoferraiesi l’hanno subito ribattezzata “disco volante”. Certo è che, dopo mesi dalla sua realizzazione, la nuova elisuperficie resta un corpo estraneo sulla testa dell’ospedale elbano.
Niente decolli o atterraggi, fatta eccezione per una fugace apparizione del Pegaso per il collaudo dello scorso maggio, ancora nessun paziente trasportato. Solo ritardi e ripetuti rinvii, tanto da alimentare sempre più i sospetti sulla nuova struttura costata circa 3 milioni di euro. Soldi pubblici, ovviamente.
«Il quadro che si sta profilando è inaccettabile per la tutela dei pazienti e dei cittadini – interviene il sindaco di Portoferraio, Roberto Peria – dopo tutti questi mesi non si capisce quali siano le motivazioni precise della mancata attivazione della nuova piazzola. Asl ed Enac devono rompere questo silenzio incomprensibile, vogliamo sapere esattamente come stanno le cose».
Il travagliato percorso dell’elisuperficie sembrava essere arrivato ad una svolta lo scorso 8 maggio, quando Enac ha effettuato finalmente le prove di atterraggio e decollo sulla piazzola allestita sul tetto dell’ospedale, dopo mesi di ritardi. «Tutto ok, Enac ha segnalato solo delle piccole prescrizioni», aveva comunicato Asl al termine del collaudo, facendo sapere che il via libera definitivo sarebbe arrivato entro due settimane. E invece, notizia di questi giorni, non ci sarà alcuna inaugurazione almeno fino al termine dell’estate, in quanto Enac avrebbe richiesto ad Asl alcuni adempimenti ulteriori per mettere in sicurezza la piazzola.
Fin dalla sua realizzazione i ritardi dell’inaugurazione della piazzola avevano alimentato sospetti sulla tenuta della struttura. In città circolava la voce di cedimenti della piazzola, poi smentiti da Asl. Pare invece che il motivo del rinvio sia legata alla necessità di ridefinire la recinzione esterna della piazzola, in modo da poter garantire gli standard di sicurezza richiesti.
Del caso si è interessata anche la Conferenza dei sindaci, che si è tenuta proprio sul tema della sanità lunedì scorso. I primi cittadini hanno dato mandato al nuovo responsabile di zona Gianni Donigaglia di approfondire la situazione con l’azienda.
La soluzione, insomma, si fa sempre più urgente. Anche perché nel frattempo gli elicotteri Pegaso hanno smesso di atterrare nella piazzola del Carburo, situata a poca distanza dal presidio ospedaliero. Questo perché i piloti non riterrebbero adeguate le condizioni per l’atterraggio.
Da tempo gli elicotteri atterrano all’aerostazione della Pila, a Marina di Campo, con le ambulanze che poi si occupano del trasferimento fino a Portoferraio. Una pratica che, ovviamente, allunga sensibilmente i tempi di soccorso, soprattutto in estate quando il carico del traffico sulle strade elbane si fa molto più intenso. E, per i trasferimenti urgenti dei pazienti, risparmiare tempo può essere prezioso.
«La situazione è intollerabile – commenta Roberto Peria – sono stati spesi milioni di euro, con l’unico risultato di tornare indietro di anni. I cittadini hanno il diritto di sapere, con la massima trasparenza, come stanno le cose».
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