Sicurezza
Le casse anti decibel per ridurre l’impatto della movida serale
Regole e multe contro i rumori in condominio o nelle strade Chiarei: più condivisione con i cittadini e deroghe calibrate
PIOMBINO. Rumori molesti in condominio o nelle aree pubbliche che, col caldo e finestre aperte, diventano ancora più insopportabili. Ma ci sono limiti da rispettare.
A partire dal codice penale, articolo 659: «Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a 309 euro».
Poi ci sono le regole della polizia locale fino ai regolamenti condominiali (in genere, dalle 14 alle 16 e dopo le 24 i rumori andrebbero sensibilmente ridottti per non disturbare). Soprattutto? Dovrebbe prevalere il buonsenso, ormai latitante come la tolleranza.
Però, sul fronte movida, ad oggi, le cose sembrano andare meglio. «Per la tutela della quiete pubblica, secondo il regolamento della polizia municipale – spiega il comandante, Angela Galeazzi – all’articolo 37 niente “rumori” prima delle 7 e dopo le 22. La musica – aggiunge – non deve recare disturbo, né eventuali lavori di manutenzione prima delle 8 e dopo le 20 nei giorni feriali o prima delle 10 e tra le 12-15 nei festivi; le ditte, ad esempio, sono autorizzate dalle 7 alle 20».
Sulle aree private vigilano i regolamenti di condominio. Dunque, che dire ai bambini. «Ecco “un problema” – sorride il comandante – c’è sempre stato il vicino che faceva un po’ paura, perché voleva rispetto per il riposino pomeridiano, ma ricorderei, in linea generale, che il disturbo della quiete pubblica si fa partire da dopo le 22».
Insomma dipende dalla quantità di rumore e da quanto dura. «Quest’anno, nel centro storico – prosegue Galeazzi – la situazione sembra meno pesante grazie alle valutazioni d’impatto acustico fatto nei locali».
Un anno fa, c’era già stata la sommossa dei residenti.
Nel caso si intrecciano norme di pubblica sicurezza con quelle anti inquinamento acustico, poi riunioni tra polizia municipale e ufficio ambiente per il rilascio delle deroghe di tempo (oltre mezzanotte) o limiti sonori. «I locali – interviene l’assessore all’ambiente, Marco Chiarei – si stanno mettendo in regola. Abbiamo chiesto la certificazione d’impatto acustico che deve essere fatta da un professionista e deve comprendere la filodiffusione; in questo modo vengono calibrati pure gli strumenti».
« Alcuni esercenti – sottolinea Chierei – stanno installando casse con limitatori di decibel, per stare più tranquilli. Insomma finalmente ci stiamo muovendo nel modo giusto, nel rispetto delle norme».
Osservanza delle limitazioni e poi le deroghe.
«Abbiamo appena fatto un incontro con quanti vivono a ridosso de La Rocchette e Brulotto – dice – Concordando che che li informeremo delle deroghe, avremo modo di verificare i possibili disagi. Tra l’altro ogni zona della città può godere, in totale, di 30 deroghe da suddividere tra quanti ci lavorano».
«Stiamo razionalizzando il servizio in Comune – conferma – per uniformare, con la certificazione d’impatto acustico tutta la programmazione ordinaria. Cioé ufficio ambiente e polizia municipale dovranno dare, sempre, autorizzazioni in contemporanea, come massima garanzia per cittadini e imprenditori».
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