Finanza
Crisi idrica e pomodori a rischio
A preoccupare Geri (Cia) è la Fossa calda che serve 80 aziende
VENTURINA. La crisi idrica iniziata a marzo sta presentando il conto. Il perdurare dell’assenza di piogge per buona parte del periodo invernale e primaverile hanno compromesso seriamente le scorte d’acqua del territorio.
Nel quadro dello stato di emergenza già dichiarato dalla Regione, i comuni della Val di Cornia sono corsi ai ripari con ordinanze per limitare l'uso dell'acqua potabile per gli usi alimentari ed igienico sanitari, e vietando l’utilizzo dell’acqua potabile per riempire vasche, piscine e per irrigare orti e giardini, sia privati che condominiali.
Un freno a mano tirato contro gli sprechi legato a un sistema di controllo su tutto il territorio per garantire l'erogazione a tutte le utenze comunali.
Ma gli effetti peggiori, oggi, sono riservati al mondo agricolo. A preoccupare la Confederazione Italiana Agricoltori (Cia) è il bacino della Fossa calda di Venturina che risponde al fabbisogno idrico di 80 aziende agricole per una superficie complessiva di circa 400 ettari.
«I comparti irrigui della Fossa calda mostrano uno stato di sofferenza evidente – spiega Marino Geri della Cia – E mentre scarseggiano le risorse idriche le aziende agricole necessitano di una maggiore quantità acqua, in particolar modo quelle che coltivano pomodoro». Questo prodotto ortofrutticolo rappresenta la cultura più idrosigente della Val di Cornia ed è coltivata su una superficie di circa 400 ettari di terreno.
Per questi motivi la Cia, insieme al Consorzio di bonifica, ha organizzato un incontro con le aziende agricole per fare il punto della situazione: «Gli agricoltori devono essere consapevoli che fornirgli, oggi, maggiore quantità di acqua significa mettere in discussione il regolare servizio che il Consorzio di bonifica dovrà fornire alle aziende nei prossimi due mesi» conclude Geri.
Dunque, se persisterà ancora l’assenza di pioggia, che sta causando una notevole riduzione del livello delle falde acquifere, avremo un’estate a dir poco drammatica. Lo scenario che, infatti, inizia a delinearsi per il primo periodo estivo non prospetta, nulla di buono.
Serena Insero
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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