Sicurezza
Agevolazioni fiscali da restituire
Un decreto abbassa il limite di reddito sopra il quale non si possono più detassare straordinari e notturni
PIOMBINO. Cambiano le regole in corsa e i lavoratori rischiano la beffa.
Chi ha beneficiato della detassazione degli straordinari e del notturno e supera i paletti fissati inizialmente, dovrà restituire i soldi al fisco. Sempre che il suo datore di lavoro, prudentemente, non abbia preso tempo in attesa del nuovo decreto. Che è stato firmato dal governo il 23 marzo scorso e che ha valore retroattivo dal primo gennaio 2012.
Con il provvedimento si confermano le agevolazioni per il 2012 gli sconti introdotti nel 2008. Ma con delle restrizioni. Vengono abbassati da 40 mila a 30 mila i limiti di reddito entro cui i dipendenti possono godere dello sgravio fiscale di alcune voci della busta paga legate alla produttività. Come, appunto, straordinario, notturno e alcune maggiorazioni.
Passa, poi, da 6 mila a 2.500 la soglia dei compensi percepiti per le stesse quote di salario, tassabili con l’aliquota agevolata del 10%. Decisamente più vantaggiosa rispetto alle aliquote ordinarie e applicabile in tutto il settore privato, senza distinzioni, nelle aziende che, nonostante la crisi, hanno avuto la necessità, nel corso dell’anno, di far fronte a richieste produttive. E, invece di assumere, hanno fatto lavorare di più i propri dipendenti. O quelle in cui di notte si lavora.
Il fatto che il decreto sia applicabile da inizio anno, adesso obbliga molti lavoratori a restituire soldi, perchè il nuovo regime fiscale introdotto da Monti, li ha tagliati fuori.
«Abbiamo contato qualche decina di casi nelle imprese dell’indotto metalmeccanico», spiega David Romagnani che, per conto della Fiom provinciale, segue questo settore. «Abbiamo incontrato persone che devono restituire cento, duecento euro. In qualche situazione, anche 350. E, di questi tempi e con gli stipendi che ci sono, parliamo di somme di tutto rispetto», prosegue Romagnani.
Per contenere il disagio, i sindacati hanno sottoscritto degli accordi che prevedono la rateizzazione del rimborso. In alternativa, il prelievo arriverà in un’unica soluzione con il conguaglio di fine anno.
Ci sono imprese che hanno raggiunto direttamente l’intesa con i propri dipendenti. E altre che hanno operato le trattenute fiscali ordinarie, aspettando l’introduzione di quel decreto.
E’ il caso di Lucchini, Magona e Dalmine dove, quindi, nessun lavoratore dovrà restituire alcunché.
E, nel contesto generale in cui si dibatte il polo industriale, questa diventa una piccola, buona notizia.
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