Il Tirreno

Tre aziende brillano nel buio della crisi

di Francesca Lenzi
Tre aziende brillano nel buio della crisi

Strategia industriale, specificità e versatilità sono alla base della formula adottata da B-Pack Due, Tenaris e Sol

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PIOMBINO. La crisi c’è e si sente. È una frase questa che ormai si ascolta a ogni angolo, in qualsiasi settore, a qualunque latitudine. È un’espressione purtroppo entrata nelle abitudini dei cittadini, che devono fare i conti ogni giorno con un mostro che fa paura. Giorni fa Il Tirreno ha raccontato tre piccole realtà locali capace di reggere di fronte alla crisi. Ora, con i Centro Studi Confindustria di Livorno, abbiamo un ulteriore scenario dell’imprenditoria locale, dal quale spuntano altre tre aziende che, nonostante la recessione, mostrano un andamento favorevole. Parliamo di realtà ben strutturate, con un numero di dipendenti importante (da poco più di 30 a poco meno di 120) che sembrano aver trovato la ricetta anti crisi. Specificità del prodotto, strategia industriale e molteplicità di intervento. Questi i punti fondamentali nel trend positivo delle aziende.

Imballaggi all’avanguardia La B-Pack Due di Venturina, leader nella produzione di pellicole per impacchettamento nel settore medicale e alimentare, nel 2010 è passata alla multinazionale australiana Amcor, capofila mondiale del packaging. Ecco allora uno dei veri fiori all’occhiello dell’impresa locale che nell’acquisizione internazionale ha trovato il riconoscimento all’alta specializzazione ottenuta dalla ditta venturinese. «Nonostante la crisi la Amcor Flexibles Venturina ha un andamento positivo – spiega Silvia Civalleri di Confindustria Livorno – Il tutto con il vantaggio aggiunto di non aver attivato ammortizzatori». L’azienda di Venturina, ad oggi con circa 120 dipendenti, ha perciò saputo gestire, in una felice combinazione, l’alta specializzazione del prodotto con la forza della multinazionale.

Tenaris Dalmine Il terzo centro industriale di Piombino (oggi, circa 110 dipendenti, e primo produttore italiano di tubi d’acciaio senza saldatura) è passato, nel giro di quattro anni, dalla crisi al rilancio. Le prime voci di recessione risalgono al 2008, poi la cassa integrazione un anno dopo, e situazione precipitata nel 2010 con il rischio chiusura, comunicato dal Gruppo con il piano industriale 2010-2011. Infine la svolta, grazie alla “mission” che Tenaris ha assegnato allo stabilimento di Piombino, scelto nelle previsioni come fulcro della logistica di tutto il Gruppo. Da qui è partita la ripresa della Dalmine, ad oggi l’unica delle tre realtà industriali cittadine, a non soffrire così apertamente la crisi, come sta accedendo (al di là dei motivi specifici) a Lucchini e Magona.

L’ossigeno versatile La terza impresa citata da Confindustria Livorno come positiva realtà locale è la Sol Spa di Piombino (circa 35 dipendenti) che non può dirsi comunque estranea alla crisi siderurgica. La società infatti produce ossigeno stoccandolo nelle bombole; un’elaborazione con un peso specifico di rilievo nel settore se si pensa all’impiego fondamentale dell’ossigeno per il funzionamento dell’altoforno. Sebbene risultino difficili quindi previsioni certe sul futuro, ad oggi il bilancio della Sol è comunque consolidato, forte della polivalenza del prodotto. In tal senso, tra i settori di appartenenza dei clienti, i più favorevoli sono l’alimentare, la chimica-farmaceutica, l’ambiente. In particolare è l’ambito dei gas medicinali a registrare la crescita migliore, «in quanto attività non ciclica rispetto all’industriale e con un trend di costante sviluppo – afferma Civalleri – Inoltre Sol, a livello di Gruppo, è stata la prima azienda in Italia ad aderire alla “Carta dei principi di sostenibilità ambientale”, promosso da Confindustria».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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