Il Tirreno

Cicche e bottiglie rotte, proteste contro la movida

Cicche e bottiglie rotte, proteste contro la movida

Social network invasi da foto, critiche e qualche suggerimento per cambiare Il presidente dell’Asiu convoca un’assemblea e prepara un pacchetto di proposte

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PIOMBINO. Cicche di sigaretta gettate per terra, pipì dei cani, bottiglie di vetro abbandonate, spesso in frantumi, dopo la movida del sabato sera e non di rado il vomito di qualcuno che ha alzato troppo il gomito. Il centro storico è sporco e commercianti e cittadini si lamentano. Lo fanno “postando” decine di foto su Facebook, accompagnate da commenti al veleno sulla maleducazione e le carenze del servizio di pulizia delle strade. Solo un problema del centro strorico? No. In altri casi i cittadini si lamentano di sacchetti lasciati in preda ai gabbiani e dei materiali di ogni genere abbandonati davanti ai cassonetti.

Decine e decine di post “affissi” nei gruppi di discussione, non solo con le critiche ma anche con qualche tentativo di risposta: dalla raccolta porta a porta all’uso degli idranti, dall’aumento della vigilanza alle sanzioni per chi non rispetta le regole.

Il presidente dell’Asiu Fulvio Murzi non ha ignorato la discussione scatenata dai piombinesi sul social network ed ha accettato la sfida. Sull’onda del dibattito qualche provvedimento è già stato preso, anche con qualche “strizzatina” al personale dell’Asiu. Piccoli cambiamenti sono stati notati in queste settimane, in particolare nel centro storico. Ma Murzi, intervenendo direttamente sulla rete ha anche avanzato la proposta di un incontro dal vivo.

È così chi si è arrivati alla convocazione di un’assemblea pubblica che si svolgerà martedì, 3 luglio, alle 21 nel salone del quartiere al Perticale.

A quanto pare il presidente dell’Asiu è intenzionato a presentarsi con un pacchetto di proposte che per il momento non svela. Da una parte c’è certo il problema di dare una maggiore efficacia al servizio, e l’idea di mettere in campo un’idrante per pulire a turno le strade di notte non è affatto esclusa. Dall’altra i controlli. A che serve, infatti, inasprire le sanzioni se poi si scopre che i vigili urbani non hanno mai fatto un multa ad un proprietario indisciplinato di un cane?

Qualcuno degli esempi li ha già portati. In alcune città il personale dell’azienda di igiene urbana è investito del ruolo di pubblico ufficiale e può contestare direttamente le infrazioni. Anche questa potrebbe essere una strada, fermo restando che dove lo sporco c’è qualcuno dovrà pur pulire. (g.p.)

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