Il Tirreno

Bandiere dell’Italia e gadget esauriti

di M. Massei Autunnali
Bandiere dell’Italia e gadget esauriti

Negozianti impreparati. Grande richiesta di trucchi e parrucche tricolori per festeggiare in strada in caso di vittoria

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PIOMBINO. «Scusi, mi dà una bandiera?». «Di quali, di quelle grandi per tifare per l'Italia? Mi spiace, purtroppo le ho appena terminate». Una risposta simile i tifosi piombinesi se la saranno sentita ripetere decine di volte nelle ultime ore. «In verità – spiega Paolo Ceccanti dalla cartoleria omonima – non eravamo preparati al successo della nazionale italiana, e di conseguenza neanche attrezzati. C'è da dire però che prima di Italia-Inghilterra di questi Europei non importava praticamente a nessuno e i pochi materiali che avevamo sembravano destinati a stare lì a prendere polvere».

Del resto non è difficile ricordare che, prima dei quarti di finale, a quasi nessuno era passato per la testa di scendere in piazza a festeggiare vittorie che stentavano ad arrivare. Non solo: tanto in sordina era cominciata l'avventura degli Azzurri in Polonia e Ucraina che pochissimi erano anche coloro che si erano presi la premura di procurarsi una bandiera da affiggere fuori dalla finestra o dal terrazzo. Poi però le cose, come ormai tutti sanno, si sono rovesciate, e allora l'entusiasmo è diventato tale che c'è chi ha fatto fatica a entrare in possesso di una bandiera, un cappellino, una parrucca tricolore, o anche una trombetta a gas.

«Subito dopo Italia-Germania – racconta ancora Ceccanti – i nostri clienti hanno cominciato sempre più spesso a richiederci coriandoli, del tutto identici a quelli da buttare giù dai carri di Carnevale. Ecco, questa è stata l'ultima novità». «Qualcuno ci ha richiesto anche dei trucchi da viso – spiega Federica Orlandini dalla cartoleria Jolly – mentre non è stato possibile, almeno per me, accontentare chi voleva dei colori spray per tingersi i capelli. E poi i tempi sono stati così rapidi che organizzarsi è stata una fatica. Però di bandiere ne abbiamo, sia grandi, sia piccole».

Lo stesso al negozio Onesti, dove le bandiere ci sono e sono richiestissime, mentre mancano quelle parrucche che invece è riuscito a mettere in vetrina l'altro negozio di giocattoli del centro, il Piccolo Mondo, anch'esso comunque attrezzato con piccoli e grandi vessilli azzurri e tricoli. Bandiere – di quelle più grandi - esposte anche presso la cartoleria Charlie e il videonoleggio Araba Fenice, dove tanta è stata la foga del tricolore, che qualcuno, per così dire, ha «dimenticato» di passare dalla cassa prima di portarsi a casa l'oggetto del desiderio. «Qualche sera fa, nel chiudere il negozio – racconta il titolare Adriano Paolini – avevo lasciato fuori tre bandiere, pensando che a nessuno sarebbe passato per la testa di portarsele via. L'unica precauzione era stata quella di sistemarle un po' in alto. E invece al mattino dopo non le ho trovate più».

Articoli «da tifo» in vendita un po' in tutte le cartolerie e i tabaccai, dunque, mentre anche la Coop non ha mancato di allestire un proprio punto-Italia con palloni, bandiere, berretti e soprattutto maglie (in verità anche delle altre nazionali). Sì, perché nell'eccitazione generale non è mancato chi - indossando i colori azzurri - per qualche ora ha voluto sentirsi un po' Balotelli oppure Pirlo. Ma anche in questo caso si è trattata di una corsa contro il tempo: nei negozi specializzati tutte le maglie azzurre sono andate rapidamente esaurite.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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