Il Tirreno

Forte Falcone, ultimo atto per il recupero definitivo

Disco verde per i lavori dell’ultimo lotto, prevista una spesa di 900mila euro Saranno restaurate le opere difensive di mezza costa realizzate nel Settecento

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PORTOFERRAIO. Approvato il progetto definitivo per il recupero e il restauro del forte Falcone. La giunta Peria ha scritto, in bilancio, la cifra di novecento mila euro che andrà a finanziare quanto ancora rimane da realizzare del piano di recupero redatto dall’architetto Elisabetta Coltelli dell’Ufficio tecnico comunale. A monte della previsione di spesa dell’intervento complessivo che prevedeva l’importo di due milioni e 155 mila euro. Ultimo atto, dunque, con cui si conclude la storia della “riappropriazione” da parte della comunità portoferraiese ed isolana di conseguenza di uno dei luoghi monumentali più caratteristici del capoluogo elbano. Quando sarà ultimato l’intervento la Città potrà usufruire di un’attrattiva in più, di un sicuro richiamo architettonico per gli studiosi, gli appassionati di storia militare o di semplici turisti, senza dimenticare la vista che si gode dall’alto delle fortificazioni medicee, servite, fino agli anni Ottanta, a uso militare e successivamente riconsegnate alla comunità elbana, perché ne faccia un riutilizzo in chiave storica, turistica e come contenitore di eventi di naturale culturale. Entro quest’anno, il forte Falcone (la cui fruizione è vietata al pubblico in quanto sono aperti i cantieri nel suo interno) tornerà a essere agibile e frequentabile per chi se la sente di inerpicarsi per le scalette del centro storico e raggiungere l’altezza di quasi ottanta metri. Molto è stato finora eseguito; ma altre opere restano ancora da fare. Ci si riferisce in particolar modo alle mura nord ed ovest e al completamento di quanto avviate nelle zone attigue. Dalla prima realizzazione delle fortezze cinquecentesche, sono stati realizzati, in epoca lorenese, dei miglioramenti sussidiari di difesa che devono essere ristrutturati. Saranno, oggi, restaurate le opere difensive di mezza costa realizzate nel Settecento, quelle che tecnicamente vengono classificate come “avanzate” e che sono collegate con le restanti fortificazioni attraverso “porto segrete” a cielo aperto oppure in galleria che permettono il trasferimento di uomini e mezzi nelle varie parti del sistema difensivistico della Città. Inoltre, il progetto approvato dal consiglio comunale parla anche del recupero di un “passaggio segreto”, di un tunnel sotterraneo con volta a botte scavato nella roccia che sarà interamente recuperato ed illuminato come si conviene. Si parla di “togliere” un proiettile di cannone rimasto nel Bastione e nella Carciofaia e di recuperare le lunette di San Carlo e di San Giuseppe.

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