Il dolore
Ticket per boe intelligenti La protesta varca i confini
Alcuni tour operator svizzeri criticano la scelta del Comune di Capoliveri Marty Roger: «Libertà di immersione col solo vincolo del rispetto ecologico»
CAPOLIVERI. Le boe intelligenti fanno ancora discutere. Dopo le problematiche sollevate a dicembre dal comitato “Linea Aperta”, che ha messo in luce la disparità di tariffe applicate dal Comune di Capoliveri verso chi fa snorkelling da Capo Calvo a Fonza, adesso è un tour operator svizzero a protestare. Nodo al pettine il balzello riservato ai non residenti. Chi non è del posto, per un tuffo nei pressi delle undici boe, paga quattro volte più di un locale. Circa 25 euro contro i 5 di un capoliverese, ma la polemica riguarda anche alcuni diving del posto, che per portare turisti in gita pagano un abbonamento annuale di “appena” 300 euro. Tariffari inaccettabili per i turisti stranieri, anche perché per fare snorkelling bisogna prenotarsi per tempo e ottenere un’autorizzazione. «Il progetto “Linea Boe Intelligenti” è un’iniziativa utile per la tutela dell’ambiente e per una maggior sicurezza nella pratica delle attività subacquee – dice Marty Roger, presidente del tour operator “Marty Tours” di Ginevra – ma penso che come accade in altre località d’Europa non ci debba essere l’obbligo di prenotare e pagare un ticket. Dovrebbe esserci libertà di immersione, con il solo vincolo di ancorarsi alla boa nel pieno rispetto dell’equilibrio ecologico del fondale marino. Il limite presente all’Elba – continua Roger – per cui chi sgarra potrà essere multato, potrebbe portare conseguenze anche gravi all’attività turistica perché ci sono già troppi balzelli che influiscono negativamente sul numero delle presenze. Auspico che prevalga il buon senso – conclude Roger – e che ci sia una maggior collaborazione da parte dei sindaci e degli operatori turistici, diving center inclusi».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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