Il Tirreno

«Rischio crisi idrica, risparmiamo l’acqua»

Coppola (Udc) chiede un intervento al sindaco contesta la vegetazione ad uso pubblico

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PIOMBINO. Crisi idrica al centro di un’interpellanza sindaco. A presentarla è Luigi Coppola, consigliere del gruppo Unione di centro.

«Il perdurare dell’assenza di piogge per buona parte del periodo invernale e primaverile – ricorda Coppola – ha compromesso seriamente le scorte d’acqua del nostro territorio. Inoltre vi sono consolidate criticità strutturali che oramai rendono sempre più difficile l’approvvigionamento idrico».

«Soprattutto nel periodo estivo – sottolinea il consigliere Udc – per l’aumento dei consumi legati alla presenza di turisti incrementa il consumo di acqua potabile e si verificano le prime difficoltà. Le ordinanze comunali in materia normalmente regolano eventuali utilizzi per l’irrorazione di giardini privati e non sempre quelli pubblici con razionalizzazione giornaliera».

«Qualora però la siccità persista, compromettendo in modo pesante le falde – prosegue – dovranno essere introdotti nuovi metodi di approvvigionamento di acqua per un utilizzo diverso rispetto a quello civile e potabile».

«Molti giardini pubblici e privati presenti nell’ambito della Val di Cornia – ricorda – sono coperti da vegetazione e manto erboso (prato all’inglese) che più si addicono a paesi nordeuropei poiché hanno bisogno di molta acqua e poco all’area mediterranea esposta a frequenti fenomeni di siccità».

«In effetti, sarebbe opportuno, in particolare per giardini ed aiuole pubbliche, utilizzare piante autoctone (bisognano di poca acqua) e terriccio colorato che non permette la crescita delle cosiddette erbacce ed è gradevole a vedersi (chiaramente questa è solo un’opinione) in modo da ridurre consistentemente il consumo di acqua».

Così Luigi Coppola interpella il sindaco per conoscere: «Se è sua intenzione emanare un’ordinanza, qualora non lo abbia già fatto, per regolamentare l’uso di acqua potabile».

A seguire il rappresentante Udc vorrebbe essere informato «se è sua intenzione, in presenza di un’ordinanza per regolamentare l’uso di acqua potabile, fare ricorso a metodi di approvvigionamento idrico finalizzati esclusivamente per un utilizzo legato all’irrorazione di giardini ed aiuole pubbliche e private»

E dunque «se è possibile – conclude Luigi Coppola – in presenza di un’ordinanza per regolamentare l’uso di acqua potabile, l’utilizzo di acque di provenienza industriale (chiaramente se compatibile con le norme di igiene sanitaria), come accade in molte realtà, per l’ irrorazione di giardini ed aiuole pubbliche e private».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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