Il Tirreno

Casa all’asta, sfratto per due anziani

di Antonella Danesi
Casa all’asta, sfratto per due anziani

Momenti di tensione ieri mattina in via Marconi a Portoferraio, ora il giudice dovrà decidere per l’esecutività

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PORTOFERRAIO. Abitavano nella casa da decine di anni, una vita trascorsa tra quelle stanze.

Poi ieri mattina hanno rischiato di essere buttati in strada. È accaduto a anziani portoferraiesie, che si sono trovati al centro di una singolare vicenda.L’Agenzia del Demanio, proprietaria dell’immobile, ha messo all’asta l’appartamento, ad un prezzo, per i due anziani, troppo alto perché potessero acquistarlo. Questo però non ha impedito ad altri di acquisirlo e da lì sono iniziati i problemi fino ad arrivare all’epilogo di eri mattina.

La vicenda riguarda due anziani Natalino e Rosetta Santomauro, entrambi ultrasettantenni che abitano in Via Marconi, proprio alle porte del centro di Portoferraio, in un appartamento al primo piano di una palazzina, un fratello e una sorella, lui infermo ( è assistito due volte a settimana dagli infermieri ) che da mesi hanno lo sfratto esecutivo e chiedono all’amministrazione di Portoferraio di avere un alloggio comunale. Una vicenda che deve fare i conti con l’emergenza abitativa che attanaglia il territorio portoferraiese che non ce la fa a esaudire tutte e richieste che arrivano dalle famiglie, ma che alla fine arriva a minacciare di mettere sulla strada, in una giornata canicolare di fine giugno, i due anziani, nonostante le richieste dei parenti e dei servizi sociali all’amministrazione comunale perché sia data loro un alternativa abitativa. Presso l’abitazione dei due portoferraiesi, ieri mattina, c’era l’ufficiale giudiziario, accompagnato come da prassi, dalla volante della polizia di stato, il medico legale, i servizi sociali della Asl e i parenti che cercavano di risolvere una situazione che subito è apparsa grave.

Da mesi l’uomo è infermo, ora è trasportabile ma, pur in presenza di uno sfratto esecutivo, ieri mattina non c’erano le condizioni per poterlo trasportare fuori dalla sua abitazione per una destinazione ancora ignota, non avendo un alloggio alternativo in cui andare. Nulla di fatto quindi per lo sfratto e tra lo sconcerto generale per la sorte dei due anziani , la pratica è stata inoltrata al giudice che deciderà il da farsi. «Da tempo segnaliamo al comune quello che sta succedendo – ci hanno detto i parenti dei due anziani che devono essere sfrattati – ma fino ad ora non abbiamo avuto risposte».

Ieri però, qualcosa si è mosso, e dopo numerose sollecitazioni da parte dei parenti degli sfrattati agli uffici del comune di Portoferraio, una buona notizia arriva dal vicesindaco Cosetta Pellegrini che ha seguito la vicenda. «E’ una situazione che conosco bene e in questi ultimi mesi non è stata l’unica per cui abbiamo cercato di fare salti mortali per rispondere – afferma il vicesindaco – per tamponare questa emergenza abbiamo trovato una sistemazione in albergo per alcune settimane. Poi attraverso il bando, penso di poter sistemare queste due persone nella struttura ex Traditi che ha le caratteristiche di bassa intensità assistenziale. Mi auguro di risolvere il problema nella maniera più decorosa possibile e soprattutto in maniera definitiva». L’emergenza alloggi si sta facendo sempre più pressante e nonostante le sollecitazioni che arrivano da diverse parti Portoferraio non ce la fa a dare risposte adeguate a tutti. «Ci sono molti sfratti in atto – spiega Pellegrini – sia per la fine dei contratti di locazione sia per morosità incolpevole , quindi sia perché i locatari sono senza lavoro ma anche perché, se ce l’hanno, non consente di far fronte alle spese dell’affitto». E la situazione non accenna a migliorare, anzi con passare del tempo potrebbe diventare ancora più grave. «Temo che le difficoltà aumenteranno nel periodo invernale – annuncia il vicesindaco - ci stiamo preparando tant’è che stiamo sistemando il piano terra dell’immobile ex Traditi per creare tre camere con bagno e spazio cucina comune. Non so se saranno sufficienti ma chiediamo aiuti alla comunità. Sappiamo già di casi in cui sono stati messi a disposizione locali a famiglie in difficoltà. La solidarietà potrebbe essere un’importante supporto in questo casi estremi». La speranza dei due fratelli portoferraiesi che oggi hanno rischiato di essere messi strada resta quindi l’albergo prima, e l’ex Traditi poi per avere almeno un alloggio decoroso in cui poter trascorre gli anni futuri con dignità e serenità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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