Sicurezza
“I dieci Angiolillo”, stop dalla Regione
Un decreto vieta la pesca agli elbani in Sardegna, Ottanelli annuncia ricorso: «E’ un atto ad personam»
PORTOFERRAIO. E’ nuovamente guerra a Bosa fra i pescatori elbani e la comunità locale. Dopo che la Regione Sardegna ha emesso un decreto per vietare la pesca “al cianciolo” entro le 12 miglia della costa che va da Alghero a Oristano, il comandante capoliverese Nicola Ottanelli, a capo del peschereccio “I dieci Angiolillo”, ha annunciato ricorso al Tar. Da ieri l’equipaggio capoliverese può pescare solamente nelle acque internazionali. Ottanelli, che non lascerà la Sardegna prima di fine agosto, reputa il decreto «un atto ad personam». «Nel ricorso chiederò di annullarlo o di bandire anche le pesche a strascico, tramaglio, corallo e con reti da costa, palangari o nasse – dice Ottanelli – perché è giusto che le leggi siani uniformi e non solo a nostro svantaggio». Intanto, la misura resterà in vigore per almeno un mese. «Il provvedimento durerà fino all'acquisizione del parere del Comitato tecnico consultivo regionale della pesca - conferma l'assessore regionale Oscar Cherchi - che ho convocato per il 23 luglio. Con questo provvedimento intendiamo tutelare una risorsa ittica importante che negli ultimi anni era stata indicata a rischio a causa di una pesca intensiva e senza regole». L’amministrazione comunale di Bosa, difende i propri concittadini. L’assessore alla pesca, Giovanni Porcu, oltre a essere preoccupato per i possibili effetti nocivi per l’ambiente, vuole difendere i pescatori locali, non in grado di competere con i colleghi elbani. «Come amministrazione – commenta Porcu – stiamo sostenendo la battaglia dei pescatori di Bosa, affinché altri pescherecci non entrino nelle acque sarde. Il “cianciolo” fa una vera e propria razzia di pesce di pregio e i nostri pescatori vengono danneggiati. L’anno scorso nei pressi della costa che circonda Bosa abbiamo trovato tantissimo pesce azzurro morto. E’ stato un disastro ecologico senza precedenti, forse causato da queste grandi barche che lo hanno ributtato in acqua perché piene di specie più pregiate». In ogni caso il Comune di Bosa garantirà la sicurezza per i pescatori elbani. «C’è un disagio sociale enorme – conferma Porcu – ma non bisogna oltrepassare quella che è la legge. D’intesa con le autorità locali faremo di tutto perché i pescatori de “I dieci Angiolillo” non corrano alcun pericolo».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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