Sicurezza
Una notte sotto scorta per il peschereccio
Il vento fa saltare il trasferimento: a Bosa la barca “I dieci Angiolillo” protetta dalle forze dell’ordine
PORTO AZZURRO. «Il decreto regionale che potrebbe vietare la pesca “al cianciolo” per i prossimi tre mesi non ci spaventa». Nicola Ottanelli, il comandante del peschereccio “I dieci Angiolillo” duramente contestato a Bosa, in Sardegna, proprio per il tipo di pesca praticata, non crede di dover tornare all’Elba prima di fine agosto, nonostante in terra sarda diano per imminente il decreto che sancirà per tre mesi il divieto di pesca al cianciolo.
Le manifestazioni che ci sono state in questi giorni, insomma, non sembrano far desistere il peschereccio elbano. «Non temiamo le minacce che continuiamo a ricevere – dice – e, nonostante l’imminente decreto, per noi non cambierà niente. Il provvedimento avrebbe efficacia solo in alcuni tratti di mare vicino Bosa – spiega Ottanelli – dove noi abitualmente non peschiamo. Posizionandoci in altre zone come abbiamo sempre fatto, non corriamo alcun rischio di sanzione. Bosa è solo la nostra base, non il luogo di pesca».
Lunedì sera le autorità hanno consigliato all’equipaggio de “I dieci Angiolillo” di cambiare porto, ma a causa delle condizioni proibitive del mare (vento forza 6) gli elbani sono rimasti a Bosa scortati da carabinieri e capitaneria di porto. Le autorità continuano a presidiare la zona per evitare che qualche malintenzionato possa compiere qualche gesto inconsulto, ma Ottanelli è tranquillo. «Nella serata di lunedì – dice – abbiamo avuto un confronto con i pescatori della zona, ai quali abbiamo manifestato le nostre intenzioni. Credo che il clima si stia distendendo». Nel frattempo, su Facebook, l’ira degli abitanti di Bosa non si placa. I bosani reputano la pesca “al cianciolo” un metodo invasivo.
Nonostante ad oggi non ci siano ancora leggi che la vietino, i sardi non sono più disposti a tollerarla, soprattutto se la pratica un pescatore non del posto.
«Il fatto che il peschereccio in questione non sia di un bosano per me non è accettabile – scrive sul gruppo Facebook Ivan Lelli – e se vuole pescare nel mare di Bosa, ci si deve adeguare alle nostre regole. Rispettando quindi le regole che i pescatori stanno scrivendo e le leggi che in questi minuti stiamo cercando di cambiare e piegare alla volontà dei sardi che vogliono e possono avere un’indipendenza ed un’identità troppo spesso calpestata e derisa».
Stefano Taglione
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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