Il Tirreno

La ricetta anti crisi? Idee, coraggio e alta professionalità

di Francesca Lenzi
La ricetta anti crisi? Idee, coraggio e alta professionalità

Le storie di tre piccole imprese della Val di Cornia che reggono il colpo puntando sull’eccellenza

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PIOMBINO. È un mostro che spaventa, che condiziona abitudini e modifica necessità, in ragione di una forza che sa di sopruso: la crisi. In un contesto di preoccupazione generale esistono tuttavia alcune realtà positive ancora capaci di reggerei. Ne raccontiamo tre esempi. Tre settori diversi che hanno trovato la formula vincente per continuare a lavorare bene nonostante il clima sfavorevole. Innovazione, qualità e apertura mentale, i punti di forza comuni.

Idee in officina. Nata nel 1975 come semplice officina, la carrozzeria di Carlo Luca a San Vincenzo (in via Euclide, zona artigianale) si è specializzata negli anni nella modifica di furgoni e veicoli commerciali sotto il marcio Luca C. Fiore all’occhiello della ditta (una ventina di dipendenti) sono i van cavalli, ma tutta la produzione, dagli auto-negozi ai furgoni isotermici, rappresentano l’eccellenza, ricercata anche all’estero. Proprio il mercato straniero è un ambito prezioso che l’azienda sanvincenzina cura per restare competitiva sul mercato, con relazioni internazionali che vanno dall’Olanda alla Gran Bretagna, sino alla Germania e oltre. Un altro settore poi che sta prendendo sempre più campo è quello delle ambulanze. Lanciata lo scorso inverno è pronta per essere presentata l’idea della Life Box, cellula di alluminio sostituibile, costruita a partire da un autotelaio, leggera e facilmente riciclabile.

«Il progetto è finito sia esternamente che internamente e pronto per essere presentato a tutte le associazioni – spiega Carlo Luca – Ma non finisce qui; le innovazioni sono tante». Ecco allora uffici mobili per l’autorità portuale (attivi già due in Sardegna e uno a Piombino), simili a quelli per le dogane negli aeroporti; e ancora l’opportunità del cinema all’aperto, su idea del regista Lorenzo Minoli, con un furgone attrezzato per proiettare film. «Il progetto è usato soprattutto d’estate in quei posti dove non c’è più una sala cinematografica, come ad esempio Puntala e Castiglione della Pescaia – commenta Luca – È fondamentale investire nel futuro, aspettando tempi migliori. Purtroppo le banche non aiutano, spesso chiudendo le porte alle aziende e impedendo di fatto la crescita potenziale della ditta. La ricetta per uscire dalla crisi? La specializzazione. Creare prodotti qualificati per essere competitivi». Successo dolce. Pasticcini di cioccolato, cassate siciliane, paste ripiene e dolci a volontà. La Conca d’Oro a Venturina, è il paradiso del gusto, certificato dai tanti riconoscimenti anche internazionali accordati alla pasticceria in via Indipendenza. «Ma non sono queste le cose importanti – dice il proprietario Domenico D’Affronto – La vera soddisfazione è l’apprezzamento delle persone che vengono da noi da 15 anni, magari stranieri, americani o svizzeri». La Conca d’Oro nasce dalla famiglia D’Affronto che apre il primo negozio nel 1957 ad Agrigento. Domenico, classe 1963, è solo un bambino, che negli anni impara l’affascinante professione del padre, trasferendo l’attività nel 1982 in Toscana.

Dieci persone, tra familiari e dipendenti, lavorano ogni giorno con l’obiettivo di regalare sapori e sorrisi. «Non vendiamo articoli ma stati d’animo – assicura Domenico – Nel mio lavoro è importante mettersi nei panni del cliente e avere come obiettivo principale la ricerca continua del prodotto, riuscendo a valorizzare noi stessi e individuando la propria strada. In pratica sono un apprendista perenne».

Eccellenza e identità. Su queste basi si fonda il lavoro della Conca d’Oro. Oltre alla vendita in negozio, D’Affronto sta portando avanti due concetti: la cooperazione con l’estero, attraverso il made in Italy di eccellenza, e il franchising: «Ma per ora non ho trovato persone realmente interessate – dice Domenico – a dimostrazione di una mancanza di professionalità nel Paese. Ogni anno da noi vengono ragazzi dell’alberghiero per fare tirocinio, ma difficilmente vedo motivazione e sete di imparare. I miei dipendenti quando li ho assunti arrivavano da altre professioni, ma li ho scelti perché avevano la voglia di mettersi in gioco». Gioco, tutto ruota attorno a questa parola per il proprietario della Conca d’Oro: «Il lavoro è una cosa importante e va fatto bene, ma guai a prendersi troppo sul serio – Per quello che faccio è necessario mantenere uno spirito da bambino. Magari si sbaglia, ma chi se ne frega, basta continuare a provarci».

Innovazione in testa. Sono cinque ragazze con un’età media intorno ai 28 anni. Silvy, Francesca, Krizia, Valentina e Costanza. Ci sono loro dietro il successo di CentoxCento Capelli. Aperto 10 anni fa dalle titolari Silvy Bilaghi e Francesca Donnini, il laboratorio da parrucchiera in lungomare Marconi a Piombino, nonostante la crisi, tiene bene grazie a pochi, semplici concetti. «Puntiamo all’innovazione e alla qualità – spiega Silvy – Abbiamo la fortuna di avere alle spalle un’ottima azienda di distribuzione, che ci garantisce standard elevati e l’opportunità di frequenti corsi di aggiornamento. E poi ovviamente una buona dose di gentilezza, senza dimenticare lo staff».

Proprio il gruppo di lavoro è uno dei punti di forza dell’attività. «La crisi si sente, ma l’importante è andare avanti, con lo staff sempre unito – afferma Silvy – Come in un tutte le famiglie qualche volta litighiamo, ma siamo più unite che mai». Un gruppo giovane e motivato, che allarga il proprio campo di competenza anche fuori dalle quattro mura del negozio, partecipando a iniziative collaterali sia in città che fuori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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